Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
02/08/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Reload: il nuovo marketing territoriale

Il trionfante ritmo di marcia di foursquare.com è lo squillo di tromba della marea geolocalizzata/localizzante che sta invadendo le acque (forse un po’ annoiate e comunque già affette da sindrome complessa – vedi ‘Asino di Buridano’) della ragnatela: l’affermarsi della geolocalizzazione come nuova killer app targata 2010/2011 dovrebbe farci riflettere (ed in fretta!) che chi, in qualche modo, ha una territorialità da spendere non deve perdere un solo istante. Cosa vuol dire innanzitutto ‘Territorialità da spendere’? La velocità estrema del cambiamento in atto vede nuovi attori balzare all’improvviso alla ribalta accanto ad altri, ben più antichi e collaudati: quindi il Longue Bar di moda, l’artigiano di lusso di accessori moda, la statua del Davide o le eccellenze creative espresse dal Fuori Salone del Mobile a Milano, rappresentano diverse facce della stessa medaglia in cui, in perfetto stile i-ta-lia-no (cioè: creatività non brevettata, improvvisazione, scarsità di leggi e rapidità di esecuzione) riusciamo, per ora, a stare a galla. Ma il nostro paese, con una territorialità da spendere senza eguali nel mondo, sul versante digitale come supporta questo valore? La risposta è semplice: malissimo, ma certamente ci sono segni di risveglio. Il progetto di ecosistema digitale costruito sulla Reggia di Venaria in Piemonte ne è un’esempio eclatante come pure la disponibilità di percorsi ciclabili del Progetto Road To Wellness attraverso la piattaforma Tracymyword o come il lavoro di Franz Fischnaller per il museo archeologico virtuale (MAV) di Ercolano.

Il locale si interfaccia con il globale, gli atomi degli eventi interagiscono con i bit dei social network

Sempre dall’area dell’alta lombardia sino al Ticino, ci viene l’esperienza di un gruppo di ‘Digital Territorial Ambassador’ (rigorosamente under 21) con la mission di far emergere talenti e peculiarità legati al territorio con un preciso taglio digitale ed ecosostenibile. Il connubbio off/on, infatti, potrebbe fare la differenza: legare l’incredibile offerta culturale, naturalistica ed enogastronomica della nostra nazione ad una visione di condivisione attraverso le piattaforme digitali è una grande opportunità dei nostri giorni. A questo riguardo chiudo con qualche dato: l’Italia si pone in testa alla classifica europea per il numero di prodotti a marchio Dop e Igp, con 203 produzioni che si fregiano del riconoscimento comunitario, e vanta posizioni da primato anche nel segmento dei vini Doc e dei prodotti tipici tradizionali, un patrimonio di oltre 4600 specialità censite a livello regionale. Non è il momento di condividere questa enorme ricchezza, mettendola on line?
 



Psycho Research
ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
- 22/10/2010
Italiani, popolo di navigatori digitali… e di social networkers
- 01/12/2010
Sinfonie al cioccolato
- 25/01/2011
Kiri rivoluziona i concept store
- 16/11/2010
Sin-ghiozzo, il nuovo singolo dei negramaro
- 26/11/2010
Tributo all’arte
 
 

Business Video