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04/08/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Estate da manager

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Alcune semplici regole su cosa fare - e non fare - per vivere un‘estate ‘da manager’ in meritata vacanza. Staccare la spina e non pensare al lavoro è la priorità assoluta. Prima di tutto ‘compensate’: prendete due giorni di tempo – di preparazione - prima di partire. Per evitare il trauma lavoro-vacanza. E fate lo stesso, con più impegno, al ritorno. La scrivania può attendere, avrà solo qualche granello di polvere in più. Ricordatevi di lasciare il vostro BlackBerry lontano, a una distanza irraggiungibile, siderale. Possibilmente a casa, in un cassetto, chiuso a chiave (senza batteria). Ovviamente sentirete la sua mancanza, ma i sintomi da ‘arto fantasma’ spariranno in un paio di giorni (è scientificamente provato). Dimenticate anche l‘informazione finanziaria. L‘impulso dell‘edicola o di un internet point sarà irrefrenabile. E se proprio non riuscirete a resistere al richiamo del chiosco fate incetta di almanacchi, Topolino e Settimana Enigmistica perché anche al Financial Times d‘estate si batte la fiacca. E se nel frattempo le borse sono crollate e voi eravate impegnati con il ‘7 verticale’, non c‘è problema, ci penserete al ritorno, quando tutto (magari) sarà tornato alla normalità. E non importa quale meta avete scelto per vostre ferie: spiaggia, montagna o l‘esplorazione del deserto del Sahara, sarà utile ricordare che il ‘tono su tono’ non serve. Cercare di abbinare costume e cappellino non deve essere un‘esigenza: la differenza tra i boxer o il bikini e il colorito ‘mozzarella’ non si maschera con l‘arte del vestire. Dovrete poi impegnarvi nel cercare delle valide alternative al ‘workaholism’ (ne soffrite, è la dipendenza da lavoro). Magari concedetevi un rinfrescante mojito o una piña colada. Se siete astemi un succo di frutta andrà benissimo, magari a fine giornata, al tramonto. E, a proposito, ricordatevi che il relax può continuare anche dopo le 18.00. Non ci sono orari per il divertimento. Tenete a mente che anche la vostra segretaria è in vacanza ed è impensabile che l‘agenda vi riservi spiacevoli sorprese come una cena di lavoro, un‘intervista in tarda serata o peggio un incontro fiume con il management. Al ritorno conservate il ricordo di quel che è stato e non dimenticate le 48 ore di compensazione prima di tornare in contatto con la realtà. Connettersi a internet, dopo quindici giorni di digiuno, potrà rivelarsi un‘esperienza fuori dall‘ordinario (se avrete seguito i nostri consigli).

Alberto Brambilla



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