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Camici a Colori grazie a Dash

Del: 23/06/2005

Un’altra iniziativa di marketing sociale realizzata da Dash, primo brand che ha fatto conoscere nel nostro Paese il marketing sociale, nel 1987, con l’iniziativa Missione Bontà.

L’operazione prende il nome di Camici a Colori e prevede nuove divise colorate per i medici nelle corsie di ospedale, disegnate da bambini.

Per la prima volta in Italia due importanti strutture sanitarie infantili del nostro paese, l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano e l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, hanno deciso di cambiare il look di tutto il personale sanitario e hanno adottato i camici colorati proposti da Ospedale Amico.
Già da questo mese i bambini che dovranno ricorrere alle cure nei due ospedali saranno visitati ed assistiti da medici e infermieri vestiti di colori.

E’ pronta, infatti, la nuova “divisa” ufficiale del Meyer e del Buzzi, 10 diversi modelli di camici: 5 per i medici e 5 per gli infermieri, per una fornitura totale di circa 3.500 capi, messi in produzione e realizzati con un finanziamento di Dash.

Camici a colori è una iniziativa sviluppata nell’ambito della campagna sociale Dash Missione Bontà – Ospedale Amico, iniziata nel 2003 e il suo successo è una ulteriore conferma dell’impegno che la Procter & Gamble sta portando avanti da più di 15 anni a favore dell’infanzia con progetti di solidarietà in Italia e all’estero.

Come hanno chiarito i rappresentati di P&G durante la presentazione alla stampa, con questa iniziativa si è contribuito a compiere un importante passo avanti verso il miglioramento della vita dei piccoli pazienti e Ospedale Amico lo ha fatto con il loro aiuto: i camici colorati rappresentano infatti la loro voce perchè sono il frutto del loro lavoro.
I camici colorati sono per gli addetti ai lavori, uno strumento in più per dare ai bimbi quel senso di rassicurazione e amicizia necessario ad affrontare con fiducia il rapporto medico-infermiere/paziente.

Camici a Colori è, per ora, l’ultimo esempio di collaborazione tra pubblico e privato presso le strutture sanitarie in un processo di miglioramento che riguarda anche l’aspetto psicologico dei pazienti.

Infatti è ormai dimostrato scientificamente da diversi studi clinici, che un’accoglienza rassicurante e una degenza più serena sono fattori essenziali non solo per la diminuzione dei periodi di ricovero in ospedale ma anche per la qualità stessa della ripresa dalla malattia.

 
 

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