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Il marketing sostenibile- 2^ parte

Del: 14/07/2005

Il ruolo delle imprese nel processo di sviluppo sostenibile

Il sistema delle imprese esercita un ruolo fondamentale, sia nel determinare gli effetti positivi dello sviluppo economico che quelli negativi.

Per quanto riguarda gli aspetti positivi, basti ricordare i ‘trent’anni gloriosi’ di cui parla Jean Fourastiè, e cioè il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, nel corso del quale gli abitanti dei paesi avanzati hanno conseguito livelli di benessere materiale, di dignità della vita e di libertà mai raggiunti nella storia dell’umanità.
Ciò grazie allo sviluppo di un sistema di imprese che, sollecitate da una domanda crescente e favorite da una notevole disponibilità di risorse finanziarie, di innovazioni tecnologiche, di lavoro e di materie prime, hanno saputo proporre al mercato i beni ed i servizi necessari al soddisfacimento delle esigenze fondamentali.

Gli aspetti negativi riguardano l’impatto esercitato sull’ambiente e la società dalle scelte d’impresa concernenti le materie prime impiegate, l’ubicazione degli impianti e degli insediamenti produttivi ed amministrativi, il recupero ed il riciclo dell’usato, i comportamenti nei confronti dei vari stakeholders (clienti, dipendenti, fornitori, intermediari, comunità, istituzioni, ecc.).

A questo punto, dobbiamo chiederci quale possa essere il ruolo delle imprese nell’ambito del processo di sviluppo sostenibile e quali le scelte strategiche e gli strumenti da impiegare.
Non v’è dubbio che all’impresa contemporanea, proprio per la sua natura ed il suo ruolo di agente fondamentale del processo di creazione dei valori indispensabili affinché la convivenza umana possa procedere a soddisfare le proprie esigenze, spetti una parte fondamentale del compito di edificare una società sostenibile.
Nell’assolvere a questo compito l’impresa deve procedere d’intesa con le altre istituzioni sociali, da quelle politiche e pubbliche a quelle che rappresentano le varie componenti della società.
Nel perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile, il primo contributo che può essere recato dalle imprese è costituito dal miglioramento della qualità e dell’efficienza delle proprie attività.

In proposito risultano quanto mai illuminanti le considerazioni espresse da Pierangelo Andreini, ordinario di fisica tecnica industriale al Politecnico di Milano, il quale così introduce un recente manuale sulla qualità: “Gli scenari economici più accreditati prevedono che nei prossimi vent’anni consumi e mercati saranno condizionati da tre requisiti essenziali: tutela della salute, sicurezza e sostenibilità dello sviluppo. Quest’ultima presuppone a sua volta una gestione sostenibile delle risorse e richiede l’adozione di modi di produrre e di consumare più responsabili, nel rispetto del principio dell’equità intergenerazionale, ovvero del diritto delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni nella misura attuale. La condizione deriva dalla consapevolezza che le modalità di sviluppo dell’economia portano a superare sistematicamente la ‘capacità di carico’ dell’ecosistema non solo, come accadeva in passato, su scala locale ma anche sempre più spesso su scala regionale e mondiale. La stessa stabilità del clima globale è minacciata dall’ ‘effetto serra’, accentuato dall’uomo con le sue attività economiche, in particolare con il consumo di energia e di materiali.
L’obiettivo principale deve essere quindi quello di eliminare per quanto possibile sprechi e inquinamento ambientale e adottare modalità di produzione e consumo basate su tecnologie ad alta efficienza di materiali ed energia, favorendo la tendenza già in atto alla dematerializzazione delle economie.
In prospettiva le attività produttive e dei servizi dovranno pertanto indirizzarsi verso sistemi produttivi e modalità di esercizio che minimizzino la generazione di rifiuti e di emissioni inquinanti, creando sistemi d’imprese capaci di utilizzare fino in fondo le materie prime, aggregando diverse industrie in una struttura a rete e facendo sì che gli scarti e le emissioni di un’industria fungano da materia prima per un’altra industria e così via, fino a chiudere il circolo.”


A questo punto della nostra analisi del ruolo delle imprese nel quadro dello sviluppo sostenibile è importante sottolineare un aspetto fondamentale della questione, non sempre tenuto nella dovuta considerazione da quanti a vario titolo si occupano di questi problemi, e cioè che la sostenibilità può essere una fonte di guadagno per quanti, imprese e non solo imprese la considerino come il challenge fondamentale del XXI secolo.
Come lo sviluppo industriale che si è manifestato fra il finire del diciannovesimo secolo ed i primi tre quarti del ventesimo ha vinto la sfida del soddisfacimento dei bisogni fondamentali, lo sviluppo prossimo venturo dovrà vincere la sfida posta dai tre divari, e cioè il divario ecologico, il divario di qualità della vita ed il divario sociale.

                                                            Walter Giorgio Scott

Approfondisci l’ultima parte dello studio del prof. Scott nell’allegato!

L’articolo costituisce lo sviluppo della relazione presentata alla giornata di studio UN’ETICA PER LA FINANZA organizzata a Cuneo il 26 febbraio 2005 dal Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo.


Allegati:
Marketing sostenibile- 2^ parte

 
 

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