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Come ti guardo la pubblicità sul web

Del: 20/07/2005

Sono in pochi a non sapere che i pop-up in un sito sono considerati sempre più invadenti e i clickthrough di un messaggio pubblicitario si sono attestati su valori medi inferiori all’1% del numero dei visitatori di una pagina.
È innegabile che aleggi un certo scetticismo intorno all’online advertising, ma è altrettanto indiscutibile che le revenue provenienti dalle attività legate a Internet stiano aumentando.

Quali sono, a questo punto, gli strumenti a cui un pubblicitario ricorre per attirare l’attenzione del navigatore/consumatore?
I link sponsorizzati dei motori di ricerca sono sicuramente una prima risposta, applicabile peraltro al contesto circoscritto dei search engine. A tutto il resto, o meglio, a tutte quelle pagine dei siti che ospitano pubblicità online, la tecnologia propone l’eyetracking, ovvero il tracciamento dello sguardo del navigatore sulla pagina, tecnologia perfezionata dall’azienda americana Eyetools.

Il processo di analisi è stato automatizzato e ingegnerizzato a tal punto da risultare piuttosto economico e da consentire di avere i risultati dell’esame di un panel di utenti in un paio di giorni. Non è un caso che Jeanniey Mullen, direttore delle campagne email per la Ogilvy, abbia individuato dei benefici strategici nell’inserimento della tecnologia nel processo di design dei messaggi email: con la collaborazione di Eyetools, l’agenzia pubblicitaria sta lavorando sull’analisi dei messaggi e-mail per un’ invidiabile lista di clienti che contiene IBM, American Express e Cisco.

Per dimostrare i benefici di questo nuovo approccio, la Eyetools, con il Poynter Institute e l’Estlow Center, ha condotto un esperimento in cui sono state sottoposte all’esame di 46 persone cinque tipologie di siti web, ognuna con un design contenente vari stili di formato e presentazione: le osservazioni di questa analisi costituiscono un valido punto da cui partire per elaborare il proprio approccio.

I risultati delle analisi 

1.Le persone evitano di guardare direttamente alcuni annunci mentre invece ne guardano altri: la performance dipende dal piazzamento


Nel test condotto, si sono verificati casi in cui le pubblicità non erano guardate direttamente, sebbene l’occhio arrivasse a tangerle, e altri in cui invece lo erano.
L’eyetracking permette di capire quanto i messaggi vengono fruiti: la percentuale varia dal 14 al 68%, numeri che possono diventare interessanti per le pubblicità focalizzate sul branding, perché affermano che la fruizione del messaggio è più alta di quanto il clickthrough possa suggerire (di media inferiore all’1%).


                                                          Stefano Bonacina 
                                              Stefano.bonacina@intelligrate.it 

                                                        
Quali sono le altre osservazioni fatte dagli analisiti?
Approfondisci nell’allegato tutto il test e le analisi sulla fruzione dell’adv online!

Allegati:
Come ti guardo la pubblicità sul web

 
 

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