Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Las Vegas, la metropoli del consumo

Del: 02/08/2005

“Assunto come atto fondamentale dell’urbanizzazione, lo shopping detta le regole dei nuovi insediamenti e ne disegna forme e percorsi” così ha affermato l’architetto Matteo Vercelloni durante il suo intervento nello scorso convegno “Ordine&extra-vaganze”organizzato da POPAI.
Sulla stessa linea di pensiero le parole di Rem Koolhaas, architetto olandese, che descrive Singapore come un immenso shopping center. E se esiste uno stato, un intero paese dedito al consumo, esisteranno anche le “città del consumo”? La risposta è ovvia e spiega perché POPAI ha scelto di parlare di Las Vegas, testimonianza concreta di quanto siano vere le affermazioni dei due architetti.
Nell’era post-industriale Las Vegas testimonia come i processi di consumo stiano acquisendo un ruolo sempre più centrale nella progettazione e costruzione delle città.
Se già negli anni ’60 il consumo costituiva uno dei principi organizzativi più forti nella vita urbana, nel caso di Las Vegas questo aspetto è portato all’estremo: le dinamiche relative all’acquisto, all’uso e consumo hanno forgiato un’intera metropoli, modellando gli spazi e la vita degli abitanti.

Strategie di marketing anche a Las Vegas?
Sorta dal nulla ormai cent’anni fa, Las Vegas sta rapidamente fagocitando kilometri di arido deserto per diffondere il suo lifestyle attraverso la reificazione del lusso più sfrenato sottoforma di alberghi che offrono un servizio super-personalizzato, parchi, club, teatri e manifestazioni di ogni tipo.
Assicurando l’ebrezza del gioco, la felicità effimera e il divertimento facile, la città americana ha conquistato la scena e domina incontrastata l’immaginario collettivo. Un’illusione che viene concessa a tutti, ma proprio tutti, purchè ovviamente siano disposti a spendere. Ma la città dell’eccesso e della trasgressione è anche un laboratorio dove vengono realizzate con successo strategie di marketing, a partire dalla trovata pubblicitaria “quel che succede a Vegas rimane a Vegas” che è divenuta ormai il suo slogan.
Ma soprattutto va segnalato che la città rinnova ogni decade il suo aspetto, diversificando l’offerta e conquistando nuovi target.
Se negli anni ’70 e ’80 sono stati progettati e innalzati magnifici alberghi a tema - come l’ “Hotel Venetian” che ripropone il gusto particolare di gondole e callette, l’ “Hotel-piramide Luxor” immerso nell’atmosfera dell’antico mistero egiziano o l’ “Excalibur” che apre la dimensione surreale della fiaba – gli anni ’90 hanno puntato al coinvolgimento di tutta la famiglia attraverso la realizzazione di piscine, parchi gioco e servizi di baby-sitter per accontentare anche i più piccoli.
Dai patiti del gioco d’azzardo ai coniugi con figli, il nuovo millennio a Las Vegas ha inaugurato la decade del lusso in tutte le sue declinazioni: negozi, ristoranti, bar, locali e servizi dove “spendere… e tanto!” è la parola d’ordine per potervi accedere.
Ecco quindi che la clientela è cambiata e le strade, anzi la “strip”, pullula di ragazzini giovani e ricchi e di signorine rigorosamente in abito da sera, che fanno file interminabili per entrare nei locali più cool della città. E non è finita qua, perché la metropoli soddisfa anche le esigenze dei visitatori più intellettuali, attraverso l’allestimento di musei e collezioni d’arte. Lo scorso anno ha attratto ben 37,4 milioni di persone e per questo ne sono previste 38,2 milioni.

Las Vegas: tra chic e trash
Il successo e la ricchezza della metropoli si misura anche dal tasso di crescita della popolazione che è il più alto di tutti gli U.S.A. Infatti da Los Angeles e New York continuano ad arrivare americani che si stabiliscono in questa città, la cui età media si aggira sui 34 anni.
Se il consumismo si è ormai consumato, la città americana resta nella sua opulenza il simbolo del consumo più assoluto, un’oasi dalle dimensioni metropolitane dove la permanenza (“Point of Permanence”) si realizza essenzialmente nell’acquisto e nel consumo di beni, servizi e persone.
I riflettori sono tutti puntati su di lei che brilla in mezzo al nulla come in un’eterno presepe. Ma quanto ci sia di vero sotto quel lusso studiato a tavolino resta ancora da scoprire.
E in un posto come questo, dove gli eccessi contano sopra ogni cosa, il confine tra l’ iper-chich ed il trash è così labile da non potersi più distinguere.

Da Las Vegas a “Lo Zapping del Retail”di POPAI
L’annuale apppuntamento di POPAI è per il 10 e l’11 novembre 2005 all’Università IULM di Milano. L’ edizione di “Ordine&extra-vaganze” quest’anno è dedicata allo Zapping del Retail.

 
 

Business Video