Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Da palestre a centri fitness

Del: 19/09/2005

Il mondo del fitness italiano deve cambiare aspetto velocemente se vuole essere al passo con gli esigenti fruitori dei centri sportivi: infatti, tapis roulant, panche e bilancieri da decine di chili sono ormai “antichi” e, dunque, non sono più sufficienti a soddisfare le richieste dei circa cinque milioni di fruitori delle palestre tradizionali.
La recente ricerca di mercato AC Nielsen Sita sulla pratica sportiva, commissionata da Assosport, stima in 319 euro la spesa annua che l’italiano affronta per il fitness, spesa che comprende l’abbigliamento, gli attrezzi e l’iscrizione ai corsi.
La cospicua spesa giustifica le pretese dei clienti da parte del centro frequentato.
I centri sportivi offrono tutti più o meno identiche cose: stesse classi di fitness e stessi servizi ed è per questo che la concorrenza è tanta.
Diversificare è la soluzione per “uscire dalla mischia” e crearsi un plusvalore rispetto agli altri.
É necessario fornire sempre nuovi prodotti e servizi innovativi di buona qualità riuscendo a fidelizzare i clienti rendendoli felici e a soddisfare le loro esigenze facendoli sentire importanti.
Gestire un centro sportivo richiede ormai una conoscenza approfondita di temi complessi come il management, il marketing e la comunicazione.

I centri più grandi stanno in parte adattando il proprio spettro di offerte alle richieste cercando di aggiornarsi continuamente nelle competenze tecniche, affiancando nuovi corsi a quelli tradizionali e proponendo servizi extra.
I centri tradizionali diventano centri fitness. E alcuni di questi integrano la loro offerta con servizi relativi all’estetica e al relax ampliando la loro struttura con centri benessere, spa, piscine e solarium, luoghi dove potersi rilassare e dove poter addolcire la propria forma fisica.

Il centro deve differenziare l’offerta anche in base al target. Non ci sono solo i giovani che desiderano diventare belli e seducenti, ma esistono anche le fasce di popolazione caratterizzate da stili di vita scorretti e quelle con patologie come il diabete, l’ipertensione e l’obesità o gli anziani che cercano una semplice soluzione a un po’ di artrosi o a un po’ di sovrappeso.
Dimenticare, dunque, di considerare anche questi segmenti di mercato è un errore. Per questo motivo il personale tecnico di sala deve essere sempre aggiornato e in contatto con medici e associazioni sanitarie.
Lo scambio tra il cliente e il collaboratore del centro deve essere continuo e il miglioramento della comunicazione tra queste due categorie, tra gli stessi clienti e tra tutti i tecnici aiuterà a raggiungere il benessere cercato dagli iscritti alla palestra.
Alcuni centri hanno cercato di trovare un diverso canale di comunicazione con il pubblico attraverso la creazione di un sito web che promuove la loro immagine e diffonde informazioni relative alle attività proposte, a particolari diete o ad esercizi semplici da eseguire senza l’istruttore a casa.

Sempre secondo le ricerche AC Nielsen Sita sono 23 mila gli italiani che seguono l’aerobica su internet. In Italia la maggior parte delle strutture sono ancora di vecchio stampo.
Alcune, invece, si avventurano nel mondo del fitness stelle e strisce provando ad inserire, accanto ai corsi classici, i corsi di nuove discipline che, tanto per cambiare, “copiano” quanto proposto otreoceano.
Aerobica, l’attività per eccellenza in materia di fitness, step e spinning sono corsi che non passano di moda, ma che sono propinati ai cultori della forma fisica da tutte le palestre che, quindi, per differenziarsi dalla concorrenza devono proporre qualcosa di diverso, di nuovo.
Dagli studi commissionati da Assosport emerge che queste attività tradizionali sono praticate dal 19% degli sportivi italiani, per la maggioranza donne dell’Italia nord occidentale con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni.
Nei nostri centri già sono presenti corsi di pilates, la disciplina così in voga tra le dive hollywoodiane, di danza del ventre e di capoeira, una danza brasiliana.
Ma se si chiedono ulteriori alternative ecco nuovi mix di influenze occidentali ed orientali: la fusione di aerobica (che ha ormai trent’anni di vita) con arti marziali, pratiche tai-chi o balli provenienti dal sud America, lo yoga che si mescola con difficili esercizi di tonificazione o con la danza.
E non è da escludere che fra qualche tempo anche in Italia i fitness addicted si alleneranno come i marines americani nelle classi di “military bootcamp”, corso proposto nelle palestre “Crunch” degli States.

La sfida che attende le palestre nei prossimi anni è, per concludere, la ricerca di un’identità nella gestione dello sport e del tempo libero rispondendo alla domanda integrata di fitness, benessere, bellezza e relax da parte del cliente.

 

 
 

Business Video