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Lo zapping del Retail

Del: 27/10/2005

Marketing al Retail
Parlare di marketing al retail, significa affrontare un insieme di tematiche vastissime che vanno da problemi di architettura a soluzioni specifiche del P.O.P, dallo studio delle nuove tecnologie informative alle ricerche sul comportamento dei consumatori quando indossano l’abito dello shopper.
Oggi, quando il consumatore si trova immerso nell’atmosfera del punto di vendita, il suo percepito cambia radicalmente.
La suggestione dell’ambiente e l’euforia dello shopping rendono utile ciò che prima era superfluo e attraente ciò che era sfuggito all’ attenzione. Dal discount del largo consumo alle agenzie di servizi, dai supermercati, ai locali di ritrovo il filo rosso comune è sempre lo stesso: come fa il retailer per suscitare l’interesse, l’emozione e la propensione a riacquistare dei clienti, che-pur essendo sempre gli stessi- sono diversamente condivisi dai diversi settori commerciali?

Lo zapping del retail
Il principio di sovranità del consumatore tanto bello da enunciare, ma tanto difficile da rispettare ed accettare, ha ampliato il suo raggio d’azione.
Non comprende più solo l’ammontare dell’acquisto, ma vuole anche costruire e mantenere costante la relazione che si instaura tra lo shopper che vuole sentirsi libero da ogni condizionamento- sia sul piano della mobilità che dell’informazione- e l’impresa che produce e distribuisce i prodotti.
È allo stesso tempo un problema di lotta alla monotonia e di convenienza, di costruzione di una tradizione e di innovazione, almeno nelle forme.
La parola zapping rende l’idea della facilità con cui i consumatori irriconoscenti, volubili ed imprevedibili mettono in crisi i canoni con cui le strutture commerciali hanno finora organizzato il loro pensiero e la loro attività concreta.

Le ricerche di POPAI
Per la prima volta POPAI elabora in proprio ben due ricerche, una quantitativa ed una qualitativa, con il supporto di OMD. 
La ricerca quantitativa, è ideata da POPAI e OMD e realizzata da ACNielsen sul proprio panel di 17mila individui dell’Household Panel.
Si tratta della più completa e solida ricerca sui comportamenti d’acquisto e sui valori che li determinano.
Viene esplorato il vissuto e il livello di fedeltà espresso nei confronti delle insegne più note di tutti i settori commerciali, valutata l’importanza del cosiddetto shop-entertainment a confronto con le tanto discusse politiche di sconti in funzione antirecessiva e soprattutto cerca di individuare la natura dei vari idealtipi di shopper e la loro dimensione quantitativa.
La ricerca qualitativa si porpone di esplorare i tratti della cultura popolare degli italiani attraverso le loro preferenze per l’estetica e l’atmosfera di vari punti di vendita emblematici.
Gli esperti e gli operatori del commercio sono in sintonia con il gusto della loro popolazione di riferimento?

Il convegno POPAI ’Ordine ed extra-vaganze’
Le Sessioni plenarie affronteranno tematiche generali, presenteranno le due ricerche e saranno seguite, durante i due giorni, dalle Sessioni parallele.
L’incontro finale “I shop ergo sum: vivere per consumare?” è un confronto/scontro sui temi dell’acquisto e del consumo con esperti ed opinionisti di posizioni diverse: è una scelta di dialettica, di dialogo, confronto.
Il titolo vuole rappresentare la babele linguistica che corrisponde all’evoluzione del nostro campo di interesse.
Oggi non si confrontano più modelli antagonistici e distinti, né dal punto di vista delle imprese, né dal punto di vista degli stili di consumo.
Il supermercato imita sia il discount che il negozio di lusso e i consumatori si comportano a volte da formiche prudenti, a volte da cicale impenitenti.
Così l’extra-vaganza finisce spesso per ricadere nel conformismo.

Approfondisci le tematiche del convegno, clicca qui!

 
 

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