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Imprese e responsabilità sociale?

Del: 08/11/2005

Diffondere la cultura della Corporate Social Responsibility è stato fin dal 2002 un obiettivo perseguito con determinazione dal Ministero del Welfare. Come possono collaborare attivamente le aziende insieme alle ONLUS? E cosa è stato fatto finora in concreto?
Ne abbiamo parlato con Leonardo, ex giocatore dell’AC Milan e con sua moglie Beatriz, che hanno fondato l’associazione Gol de Letra, impegnata a favore dei bambini delle favelas brasiliane.

Quali i risultati raggiunti finora dalla collaborazione fra associazioni e imprese?
E’ un processo ancora in corso e si possono sicuramente raggiungere obbiettivi più alti. Le ONLUS hanno avuto un grande “boom” negli ultimi anni. Ne sono nate tantissime, creando uno scenario spesso confuso e dunque controproducente per avviare rapporti di fiducia con le aziende che si vedevano bombardate da richieste di finanziamenti. C’è stata dunque la necessità di riordinare la situazione per fornire garanzie sulla serietà delle ONLUS: oggi una realtà più trasparente e regolamentata del lavoro delle associazioni è di sicuro incentivo alle partecipazioni effettive delle aziende. E questo è un rinnovato punto di partenza per ampliare il numero di aziende che già conoscono la cultura della CSR e ne riconoscono l’utilità.

Nel maggio scorso è stata approvata una legge che agevola le imprese attente alla responsabilità sociale. Come si articola e quali sono i vantaggi concreti che apporta alle aziende e alle ONLUS? 
Con la Legge 80/2005 è stata introdotta una nuova deduzione fiscale per le offerte effettuate a favore delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni e associazioni riconosciute che operano nella tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico. La nuova legge è stata battezzata +Dai –Versi. L’offerta deducibile fatta a favore di detti soggetti può essere fatta in denaro, seguendo determinate regole, o in natura e risulta fiscalmente deducibile da parte di chi eroga la liberalità nel minor importo tra il 10% del reddito complessivo e l’importo massimo di Euro 70.000. Qualora la donazione fosse inferiore al 10% del reddito complessivo, sempre ché nel limite massimo di Euro 70.000, l’intero ammontare risulta fiscalmente deducibile.
Potranno pertanto verificarsi le seguenti ipotesi: a) deduzione fiscale riconosciuta pari alla liberalità effettuata, qualora la stessa risulti inferiore sia al 10% del reddito complessivo sia all’importo di Euro 70.000; b) deduzione pari al 10% del reddito complessivo, qualora l’erogazione risulti superiore a detto limite (es. reddito di 60.000 ed erogazione di 7.000 limite deducibile 10% di 60.000 = 6.000); c) deduzione, pari al limite di Euro 70.000, soltanto quando l’importo erogato risulta almeno pari a tale limite ed il reddito complessivo è uguale o maggiore ed Euro 700.000.
In ogni caso il soggetto donante (persona fisica o società) è tenuto ad acquisire una ricevuta da parte dei donatari contenente la descrizione analitica e dettagliata dei beni donati con l’indicazione del relativo valore. Le offerte di denaro dovranno necessariamente avvenire attraverso banca, posta, ovvero carte di debito o di credito e prepagate assegno bancari e circolari; al fine di beneficiare della deduzione fiscale non sono quindi ammesse le liberalità in denaro. Si rammenta inoltre che la nuova deduzione fiscale è soggetta al rispetto di determinati adempimenti di natura contabile da parte dei soggetti beneficiari (ONLUS). Preme inoltre ricordare che la nuova deduzione in esame non sostituisce le precedenti agevolazioni già previste per le liberalità a favore delle ONLUS ma si affianca ad esse potendo, chi eroga la donazione, scegliere quella a lui più conveniente purché non cumuli le diverse agevolazioni a prescindere dall’importo delle liberalità erogate.

Le aziende italiane hanno preso coscienza dell’utilità della CSR? E il mondo delle associazioni come si sta muovendo per stimolare il nascente interesse delle aziende nei loro confronti?
Si sta lavorando molto per questo. Nell’ambito dello sviluppo sociale, in Italia le aziende sono abbastanza generose, ma fino allo scorso maggio la legge che regolamentava i vantaggi per le detrazioni fiscali era un po’ restrittiva. Ora le aziende che effettuano donazioni possono godere di maggiori vantaggi fiscali e questo è un incentivo fondamentale per le donazioni stesse, oltre ovviamente alla sensibilità di chi le guida. Il miglioramento di questa legge è stato una grande conquista del Non Profit: una sorta di collaborazione col Governo che ha “riconosciuto” il fondamentale ruolo delle ONLUS nello sviluppo sociale e ha voluto agevolarle. Ma ora è compito delle associazioni far tesoro di questa opportunità, migliorando le proprie strutture per garantire un servizio pubblico. E nell’ambito di questo miglioramento rientrano anche tutti i progetti di collaborazione con le aziende, che le associazioni stanno già sviluppando soprattutto attraverso campagne di comunicazione sempre più trasparenti, precise e mirate.

Gol de Letra in particolare ha già intrapreso progetti in collaborazione con il mondo aziendale? Quali i risultati raggiunti?
In Brasile abbiamo già molti partner aziendali che credono nella nostra missione e che sostengono fortemente i nostri progetti, perché sono consapevoli che le associazioni arrivano in comunità dove il Governo non c’e la fa. In Italia, abbiamo instaurato rapporti con aziende che hanno questa “coscienza sociale” creando un rapporto di soddisfazione reciproca e di stima, presupposti necessari per un sostegno che si protrae nel tempo. E’ anche vero che in Italia l’Associazione esiste da meno tempo e dunque sono ancora poche le aziende che conoscono i nostri progetti. Tuttavia i contatti si ampliano con una certa velocità perché il mondo aziendale è sempre più sensibile e pronto al sostegno delle ONLUS.

                                                                   Rossella Ivone

 
 

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