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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Nuove frontiere di comarketing

Del: 24/11/2005

Il marketing delle quattro P non è più sufficiente per stimolare la curiosità dei consumatori e invogliarli all’acquisto. Passato il tempo della concorrenza infinita, le aziende cercano di imporsi sul mercato attraverso alleanze strategiche, in grado di stupire ed emozionare i consumatori.

“Legarsi a un brand non affine con il proprio mondo di riferimento o rivolto a un target differente è diventata una delle strategie più innovative del marketing- spiega Ilaria Pizzoferrato, responsabile Area Formazione della società Demetra Image Consultans- in questo modo si amplifica la portata della propria comunicazione, si raggiunge un bacino di utenti più ampio e variegato, si ammortizzano i costi e si genera un effetto sorpresa, di sicuro richiamo per i media”.

Strategia questa utilizzata da Bisazza Mosaici, azienda specializzata nella distribuzione di mosaico in vetro, che- grazie a un’attenta politica di comarketing e comunicazione- è riuscita in cinque anni a raddoppiare il fatturato, chiudendo il 2004 a 87 milioni di euro, con un più 20% rispetto all’anno precedente.
“In occasione dello scorso Salone del Mobile- chiarisce Marco Piscitelli, della direzione commerciale dell’azienda- abbiamo rivestito coi nostri mosaici quattro modelli di Mini. Ne sono nate auto uniche, icone del binomio moda e design, che hanno attirato pubblico e stampa, con un incredibile ritorno di immagine. Ne abbiamo beneficiato noi, accrescendo la brand awarness in settori avulsi dal nostro circuito tradizionale e Mini, che è riuscita a penetrare il mondo del design, posizionandosi come marchio attento all’arte.”
Dall’operazione ne è nato un tour che porterà i quattro modelli Mini- Bisazza in giro per i musei e i festival di tutto il mondo, da New York a Dubai, mentre altri marchi internazionali si sono rivolti all’azienda per analoghe iniziative in comarketing.

All’arte si è legato anche il brand Diego della Palma: “Per il lancio di un’edizione limitata di creme commestibili, da spalmare sul corpo per essere mangiate- afferma Grazia Zuccarini, responsabile marketing del marchio- abbiamo allestito nel nostro showroom di Brera la mostra di un’artista nota per le sue opere sul cannibalismo: in pochi giorni il prodotto è stato esaurito, mentre l’artista è stata contattata da molti potenziali acquirenti”.

Creare un momento di evasione per i propri clienti e i loro amici, trasformando i propri saloni di bellezza in luoghi di ritrovo è stata invece la strategia di L’Orèal Professionel, promotore questa estate di un’operazione che ha visto i centri estetici trasformarsi in bar, con tanto musica e consumazioni sponsorizzate da Bacardi.

La collaborazione con marche di ambiti molto diversi dal proprio e la progettazione di prodotti co-branding è da qualche anno anche la filosofia dell’azienda di design Alessi, che oggi esporta il 65% del suo fatturato in oltre 60 Paesi e può contare su una rete di oltre 5000 punti vendita nel mondo.
“La nostra ambizione- chiarisce Alberto Alessi- è quella di dare vita a nuove tipologie di oggetti, caratterizzati da un mix di eccentricità, stile e cultura. I nuovi prodotti devono saper lavorare sull’immaginario del pubblico e stimolarne i sensi.”

E dopo la Panda Alessi nata in collaborazione con Fiat e il telefono cordless Simens, per Natale è stata già avviata l’ennesima operazione di comarketing alternativo: Alessi distribuirà nella propria rete di negozi, confezioni regalo con alcuni suoi oggetti abbinati ai prodotti della Fondazione Slow Food, per coinvolgere non solo un target di appassionati di design, ma anche persone attente ai consumi etici e biologici.
“L’originalità nel comarketing alternativo ha un forte appeal e un costo contenuto- conclude Ilaria Pizzoferrato- ma richiede la conoscenza del proprio target e degli obiettivi da raggiungere; l’unione fra due brand deve offrire un plus reale. Bisogna puntare non solo sulla seduzione, ma anche sulla soddisfazione dei bisogni per costruire rapporti a lungo termine con i consumatori”.
                                                       Rossella Ivone

 
 

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