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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Cellulari o tv: la scelta dei giovani

Del: 05/12/2005

Dall’ultimo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia, I media che vorrei, emerge con forza la schiacciante vittoria del cellulare e della tv a discapito di internet, periodici e quotidiani.
Fino a poco tempo fa, l’esperienza tecnologica condivisa dagli italiani era quella televisiva, a cui oggi si affianca il telefono cellulare, entrato a far parte ormai stabilmente della vita quotidiana – il 70,9% degli intervistati afferma di utilizzarlo quasi tutti i giorni.
Il sondaggio evidenzia che il cellulare è utilizzato dal 94% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, superati da una percentuale del 96,2 tra i 18 e i 29 anni. In questa prima fascia d’età il consumo di televisione, anche solo occasionalmente, si attesta al 96,7%.
Bisogna tenere conto che il dato relativo alla fruizione televisiva riguarda i contatti e non il reale ascolto.
Nonostante il pubblico televisivo stia maturando si verifica, soprattutto tra i giovani, l’utilizzo del tv come sottofondo ad altre attività.
Questi spettatori poco assidui si sintonizzano su qualche reality, sui telefilm e sulle serie di cartoni animati
La vera rivoluzione digitale per il Censis è dunque il cellulare: un dato che sovverte un diffuso luogo comune che internet sia il principale interesse nel mondo dei giovani italiani.
È attraverso il cellulare, invece, che “si organizza” la maggior parte dei rapporti. Una vera e propria “protesi” che, per la sua capacità di penetrare in modo straordinario la popolazione, sta modificando radicalmente il modo di relazionarsi e di comunicare.

Gli sms: da mezzo di relazione a mezzo di comunicazione
Gli sms, nipoti delle lettere e cugini delle e-mail si discostano da questi per la brevità obbligata del testo.
L’sms risulta quindi lo strumento che ha contribuito a segnare, in maniera decisa, il passaggio del telefono da mezzo di relazione con cui dialogare a mezzo di comunicazione attraverso cui diffondere messaggi non solo individuali ma comunque personalizzati.
Grazie poi agli mms a banda larga , ancora poco usati dai giovani per i costi elevati, il cellulare sta diventando anche strumento delvedere”, destinato ad essere il vero medium attraverso cui passeranno tutti gli altri non perché li sostituisca, ma perché consentirà di entrare in contatto con dvd, libri, tv, giornali.

Cellulare: questo sconosciuto…
Nonostante che le funzioni offerte dal cellulare siano aumentate notevolmente, dai dati raccolti dal Censis, sembrerebbe che molti non si rendano conto di quali e quante prestazioni sono garantite da questi apparecchi.
Il 69,1% degli italiani lo usa per scambiarsi sms, oltre che per telefonare, mentre gli altri impieghi risultano del tutto marginali.
Solo il 6,2% invia e riceve mms, il 2,5% ascolta musica e il 6,4% ci gioca.
Nella fascia d’età che va dai 14 ai 17 anni, però, queste funzioni sono utilizzate in una percentuale superiore. 
Il 61% degli intervistati non avverte il bisogno di indagare nel “complicato” menu del proprio telefonino, mentre quel 22% che vi si è avventurato, è stato bloccato dai costi troppo elevati.
Si potrebbe dire che la domanda e l’offerta coincidono al momento dell’acquisto ma si differenziano al momento dell’uso del cellulare, limitato quasi sempre alle telefonate e ai messaggi.
Evidentemente, secondo il Censis, l’offerta è accattivante ma spesso troppo sofisticata e complessa.
A questo proposito il Responsabile del Settore Comunicazione Censis, Raffele Pastore, osserva che non può essere gratificante vedere una partita di calcio sul telefonino come lo è vederla in tv e aggiunge che il successo attuale del cellulare, posseduto dal 93 per cento delle famiglie, va attribuito alla grande capacità di comunicazione e alla grande oralità degli italiani.

Di che “media” sei?
Una domanda rivolta ai giovani che, come risposta, ha visto la costruzione di una vera e propria dieta mediale.
Tv, radio, ascolto di cd e iPod, cinema, letture di quotidiani, riviste e libri, e, naturalmente, accesso alle nuove tecnologie.
L’86,3% ha risposto che preferisce i media capaci di approfondire le notizie di loro interesse mentre il 79,8% preferisce i media che permettono di essere sempre aggiornati sui fatti che accadono, anche senza approfondirli.
Per finire, il 72,5% degli interessati desidera media capaci di proporsi in maniera seria e autorevole, smentendo così un altro luogo comune che vorrebbe i giovani sempre più dediti all’aspetto “leggero” delle cose, e ribadendo l’esigenza che i media non sappiano solo inseguirli su tale versante, ma sappiano assumersi l’onere della serietà e dell’autorevolezza.

                                                               Giulia Rovinetti

 
 

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