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Coca Blak, per veri intenditori

Del: 14/02/2006

Anno nuovo, nuovo brand per Coca Cola: la bevanda più famosa dell’anno ha inaugurato il 2006 con un prodotto che sta facendo parlare di sé.

Nata dal mix tra la tradizionale bibita e il caffè, la Coca Cola Blak (questo il nome, rigorosamente senza –c) è stata presentata da Marc Mathieu, vice presidente del gruppo.
“La Blak non è una semplice brand extention del marchio- ha tenuto a sottolineare Mathieu- ma una nuova bevanda, a metà fra un energy drink e una bibita dissetante, rivolto a un target sofisticato, di persone che durante le pause di lavoro vogliono ricaricarsi.”

Contenuto l’apporto calorico della Coca Cola Blak (solo 20 calorie per 100 millilitri, contro le 120 di una normale coca) e accattivante il suo pack: una bottiglietta da 25 cl (a metà strada fra la lattina da 33 cl e la tazza da caffè da 18 cl), in marrone e acciaio, su cui predominano le calde tonalità dell’oro, adatta a un pubblico adulto.

I consumatori metropolitani, di fascia alta, rappresentano infatti la nicchia che il marchio di Atlanta vuole conquistare: dopo il lancio, a giugno scorso, della Coca Zero, rivolta ai giovanissimi e di quella alla Vaniglia, per le donne, i manager sono l’obiettivo 2006 di Coca Cola, che- nonostante sia uno dei marchi più noti al mondo (secondo una stima di Interbrand ha un valore economico di 67,5 miliardi di dollari) soffre della concorrenza agguerrita della Pepsi, che negli scorsi mesi ha lanciato “Cappuccino Max”, a base di caffè e soda.

Supportata da una forte campagna di marketing, dall’instore promotion alla pubblicità su stampa, tv e affissioni, la nuova bibita sarà sperimentata -prima volta nella storia della Coca Cola- in Europa e non negli USA.

Paese scelto per testare il nuovo prodotto, la Francia: già da un mese i consumatori d’Oltralpe hanno provato la Coca Cola Blak con positivi commmenti, almeno per ora.

Un battesimo questo molto atteso dai vertici statunitensi, che stanno puntando sul Vecchio Continente (più propenso al consumo di caffè rispetto agli Stases) per ritagliarsi una nuova quota di mercato in un settore, come quello delle bevande, sempre più competitivo e destinato alla frammentazione di marche e prodotti.

                                                                                    Rossella Ivone

 
 

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