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Retail Marketing...globale!

Del: 31/03/2006

Harish Bijoor, esperto di business strategy e amministratore delegato di Harish Bijoor Consults Inc., società di consulenza di Bangalore,in India, è docente alla IBS (Indian Business School) ed è stato giurato per il Premio OMA (Outstanding Merchandising Awards) di POPAI India, svoltosi a gennaio 2006.
Con lui conosciamo la realtà indiana dei punti di acquisto e il suo punto di vista sul marketing at-retail.

Il punto di vendita è in una fase di grande metamorfosi e i commercianti devono accettare la sfida che i brand stanno affrontando nei luoghi d’acquisto. Il mercato sta cambiando e dopo tutti gli anni in cui si è parlato di punti di vendita, oggi si deve parlare di punti di acquisto.
Anche in India il paesaggio del retail sta cambiando.

Stanno scomparendo i piccoli negozi che funzionano molto bene, nonostante le dimensioni molto piccole, che farebbero inorridire un gran numero di marketing manager, di donne e di bambini in ogni parte del mondo.
Avete mai sentito parlare o visto un negozio di 70 centimetri per 6 metri? 70 centimetri è la facciata, 6 metri è la profondità (poco più di 4 metri quadrati la superficie!)
Ci possono entrare appena 2 persone, ma c’è molto rifornimento! Dei 12 milioni di negozi in India, 11 milioni e 200mila sono negozi di queste dimensioni. Vanno dai 12 metri quadri di spazio fino ai sontuosi 50 metri quadri. Questi sono i piccoli negozi di quartiere, senza alcun comfort, frequentati da consumatori che si affollano qui solo per abitudine o per vicinanza a casa o al lavoro.

I trend di cambiamento, che stanno creando un grande scompiglio nel panorama del retail sono tanti, ma il più significativo riguarda i circa 600 supermarket, che stanno spostando il business nel commercio anche se in modo ancora graduale. E’ per questo che anche il piccolo commerciante si sta svegliando e cerca di farsi notare con alcuni cambiamenti.
Così anche i tradizionali kirana (così vengono chiamati i piccoli negozi di quartiere che vendono pane, legumi, zucchero e riso) stanno cambiando.
Il proprietario mantiene un business piuttosto buono al di là del buio e dello squallore del negozio: tutti gli alimenti, dalla farina, al pane, riso e legumi riscuotono un buon successo nei loro negozi nonostante i topi, gli scarafaggi e gli altri insetti esotici. Ma non basta più.

Il commerciante è assolutamente consapevole di come appare il suo negozio e ha intenzione di abbellirlo partendo dalla facciata. Poi cambia l’insegna; pensa ad una saracinesca in metallo; sceglie come colori il rosso e il grigio; lo rende più luminoso; Introduce gli scaffali e le mensole ispirandosi ai supermarket.

Così il punto vendita si sta modificando secondo i desideri del proprietario.
Proviamo a fare il punto della situazione. Nel corso di questi ultimi anni per tradizione il retail è stato il luogo dove il commerciante ha venduto quello che aveva in magazzino: esponeva i prodotti, già pagati, dove aveva spazio e a rotazione, e il suo cliente raggiungeva il punto d’acquisto perché sapeva già di voler comprare un pacchetto di te o una carta SIM.
La competenza del negoziante era dunque nel rifornirsi dei prodotti (magazzino), nell’esposizione e nella vendita....


Ma come stanno cambiando i consumatori? E quali le tendenze che influenzeranno anche il marketing globael?
Approfondiscilo nell’allegato!


Allegati:
Marketing at Retail-India

 
 

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