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Valutazione pratica di un’impresa

Del: 06/04/2006

In esclusiva per MyMarketing.Net, l’anteprima dell’ottavo capitolo del libro ’Valutare l’Impresa - Una guida per i manager’ di D. Frykman - J. Tolleryd, ed. Pearson Education Italia,  collana di management Financial Times Prentice - Hall .

La maggior parte degli investitori, analisti e di altri professionisti ha il proprio modo preferito di effettuare una valutazione aziendale.

Quando si sceglie come fare la propria valutazione, vi sono tre considerazioni principali da tenere presenti.

1. Scopo della valutazione. Vi sono numerose situazioni o scenari diversi in cui si deve valutare una società, per esempio acquisizioni, opportunità di investimento o programmi di incentivazione basati sulle azioni. In ogni situazione si deve decidere quanto dettagliata ed esatta deve essere la valutazione.

2. Tempo ed energia disponibili. Quali risorse sono disponibili? Per tutti i diversi tipi di valutazione, più accuratamente si esegue l’analisi sottostante e più attentamente si valutano le assunzioni, più precisa è probabile che sia la valutazione. Ma, come sempre, esiste un compromesso tra sforzo e precisione.

3. Disponibilità dei dati di input. Quanti dati si riescono a recuperare? Per esempio, se si desidera fare una valutazione DCF completa, saranno necessarie informazioni finanziarie correnti e previste aggiornate e affidabili. Se i dati finanziari non sono disponibili o se ve ne sono pochi, può essere meglio utilizzare un approccio alla valutazione che richiede meno dati, per esempio i multipli.

Per rendere più semplice la scelta, vengono riportati tre esempi di diversi livelli di valutazione.

» L’approccio alla valutazione più semplice e veloce è un approccio esclusivamente relativo che utilizza i multipli in cui il valore d’impresa viene confrontato e calcolato utilizzando altre imprese comparabili negoziate.

» Il secondo approccio è una combinazione di multipli fondamentali e multipli relativi in cui si verifica la valutazione dell’impresa in relazione ai suoi pari, come anche ai suoi fondamentali.

» Infine, nei casi in cui si desideri realmente comprendere l’azienda e la sua valutazione, si consiglia di effettuare una valutazione autonoma, per esempio una valutazione DCF con un’analisi sottostante dell’attività dell’azienda e del suo ambiente, focalizzandosi sulle sue determinanti chiave del valore.
Per integrare la valutazione DCF si deve anche verificare la ragionevolezza delle variabili di input della valutazione DCF ed effettuare una valutazione dei multipli relativi e fondamentali.
Quando si effettua una valutazione, spesso vi è un compromesso tra tempo speso e livello di accuratezza e certezza ottenuto.

Il caso concreto- Analisi sottostante di Mobitronics
Vi sono molti modi per affrontare l’analisi sottostante e molte variabili potenziali da analizzare.
Però sette variabili chiave del valore si sono dimostrate di importanza specifica in molte aziende e settori.
È importante considerare queste variabili come una linea guida da cui iniziare e non come un modello esatto.
Può darsi che sia perfettamente corretto escludere alcune delle sette variabili dall’analisi e che se ne debbano aggiungere altre. Ovviamente dipende dal settore e dall’impresa specifici che si desidera analizzare.

Marchio
L’analisi del marchio dell’azienda può essere divisa in due parti: fidelizzazione al marchio e percezione del marchio.

In pratica si può misurare la forza del marchio in vari modi, anche se di seguito viene suggerito il seguente modo:

Fidelizzazione al marchio: percentuale di clienti ripetitivi
Percezione del marchio: percentuale del gruppo target dell’azienda che riconosce il marchio dell’azienda stessa....


Si ringrazia la casa editrice Pearson Education Italia per la gentile concessione.


Approfondisci negli allegati come studiare la variabile marchio, le altre variabili e il sommario del libro.


Allegati:
Valutare un'impresa

 
 

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