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Pubblicità, si volta pagina

Del: 20/04/2006

Nel giro di un anno sicuramente la comunicazione pubblicitaria non riuscirà a mettere in pratica in modo significativo i punti di cui parleremo a breve.
Tuttavia questi possono, a mio parere, incanalare in modo diverso la comunicazione e il rapporto tra le aziende e i clienti, diventando un efficace input per iniziare ad approcciare il business in modo innovativo.

» Consulenzialità: cercare di recuperare in modo deciso il rapporto di consulenza che dovrebbe esistere tra agenzie (gli specialisti della comunicazione) e le aziende-cliente.
Esiste il rischio che la comunicazione diventi sempre più una commodity e l’unico sbocco è quello di recuperare questo terreno, comportandosi secondo le modalità che società di consulenza come McKinsey riescono ad avere e a mantenere.

»  Fine dell’era delle gare: per tornare al primo punto, nessuno osa mettere in gara le grandi società di consulenza.
Il sistema delle gare ormai dilagante, invece, permette di valutare un output creativo ma non un output di pensiero nel tempo.
Il consulente vero eroga valore nel tempo e il rapporto day by day costruisce questo valore; le gare dovrebbero essere finalizzate a costruire un vero rapporto consulenziale e non una bella idea.

» Persone: individuare, ricercare e investire sui talenti, che sono pochi, ma sono gli unici in grado di portare valore a questo mercato.
La scarsità di talenti, insieme al fatto che la comunicazione sta diventando sempre più una commodity, porta la passione a venire meno.

» Innovazione, poiché il mondo della comunicazione e della pubblicità sono rimasti invariati da 50 anni.
Il termine innovazione vuol dire esplorare nuove strade, nuovi modi, osare di più; in pubblicità, invece, tutto è sempre molto standard: si cerca di fare le cose che si conoscono, perchè funzionano, ma sono anche quelle che alla fine ci costringono dentro un recinto.

»  Attenzione al consumatore, che io chiamo cliente per dargli una maggiore dignità.
E’ necessario eliminare il consumatore e cominciare a parlare agli individui, cosa che comporta cambiamenti nel modo di fare comunicazione.
Oggi vengono fatte ricerche per individuare il cliente, ma sempre con un’economia di scala, per macrogruppi e non per individui. Partendo dal presupposto che non tutti i giovani nè le neomamme sono uguali anche se hanno dei comportamenti di base, c’è molto da fare, da esplorare e da capire.

»  Onestà intellettuale, cioè la passione, aspetto fondamentale di questo lavoro; anche questa deriva dall’essere consulenti veri, che lavorano per il bene della società e dell’azienda che commissiona il lavoro, con un approccio veramente super partes e molto teso al risultato finale. L’onestà intellettuale porta ad un vero legame e a un vero team con l’azienda cliente.

                                                        Enrico Morandi
                                        Amministratore delegato Wunderman

 

 
 

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