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TV digitali: l’anno della concretezza

Del: 03/05/2006

Il 2006 sarà ricordato dagli operatori del settore televisivo e più in generale da quelli dei media come un anno di grandi cambiamenti.

L’anno scorso al Miptv, mercato internazionale dei programmi televisivi, dei contenuti digitali ed interattivi, si sono delineate le tendenze di medio periodo per le televisioni digitali.
Ben pochi sarebbero stati disponibili a scommettere che la maggior parte dei trend annunciati avrebbe trovato conferma nei progetti che sono stati presentati a distanza di un solo anno in questa edizione del Miptv, che ha avuto luogo a Cannes dal 3 al 7 aprile.



Si era parlato l’anno scorso di tre macrotendenze emergenti:
» la napsterizzazione della televisione,
» l’era dell’always on, dell’on demand e del time shifting
» l’imposizione di nuove regole per il prime time e per il coinvolgimento degli spettatori.


La televisione peer to peer non è più un modello teorico

Erik Hugger
, general manager di Microsoft Windows Media U.S.A, ha illustrato nel suo keynote la filosofia di Microsoft sulla distribuzione dei contenuti digitali: un radicale cambiamento di approccio.
“Solo un anno fa il peer to peer era visto come una minaccia a causa del problema della pirateria, mentre ora può essere considerato come un ambiente efficace e sicuro per la distribuzione dei contenuti digitali”, – ha dichiarato Hugger, annunciando l’accordo con Terra Networks in Spagna per la distribuzione legale di contenuti digitali video sulle diverse piattaforme in modalità peer to peer.
Il manager di Microsoft si è soffermato a lungo anche sul problema (fino ad ora irrisolto) dell’interoperabilità tra piattaforme, che dovrebbe consentire di portare un contenuto scaricato legalmente dalla rete oppure estratto da un DVD su tutti i device digitali (pc, smart phone, portable player, consolle di giochi e via discorrendo).
Con l’introduzione sul mercato di tecnologie di digital right management, dovrebbero cadere le remore da parte dei content provider a distribuire programmi televisivi su tutte le piattaforme digitali, visto che moltissimi contenuti audio e video vengono comunque già scaricati illegalmente da servizi come eMule, eDonkey o Coolstreaming.


Una nuova era per i contenuti on demand

Oramai tutti gli operatori concordano sul fatto che non vi sia ragione per cui un programma televisivo premium, acquistato attraverso una particolare piattaforma (satellite, iptv, digitale terrestre ecc) non possa essere reso disponibile anche su altre piattaforme e fruito utilizzando il dispositivo che è al momento disponibile o che risulta più comodo per ogni utente.
E’ sicuramente d’accordo su questo principio, Blake Krikorian, CEO di Sling Media che ha presentato Slingbox, una tecnologia che consente di far vedere agli spettatori i canali televisivi da loro sottoscritti, dovunque essi siano, attraverso un pc collegato ad internet.
Sarà possibile quindi non perdere le proprie serie televisive preferite o le news locali anche se ci si trova in ufficio o in vacanza.
“Abbiamo raggiunto il punto di svolta”, ha affermato Ashley Highfield, direttore dei nuovi media e della tecnologia della BBC, presentando, iMP, un player che consente a chi paga il canone della BBC di scaricare programmi televisivi e radiofonici sul proprio computer per una loro fruizione fino a sette giorni dopo la loro messa in onda.
Questa tecnologia, sviluppata da BBC, Microsoft, Siemens Business Services e Kontiki, è stata testata su 5.000 utenti, dando risultati al di là di ogni aspettativa.
Diversi operatori televisivi hanno dichiarato nel corso del Miptv che il 2006 costituirà sicuramente l’inizio di una nuova era per i contenuti on demand.

                                                        
                                                       Maurizio Goetz
                                              Consulente di Marketing Digitale
                                         www.marketingusabile.blogspot.com


Approfondisci nell’allegato le tendenze future dell’adv e i temi più caldi emersi nel Mip 2006.


Allegati:
TV digitali: l’anno della concretezza

 
 

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