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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Marketing e territorio

Del: 09/06/2006


Una rivoluzione del concetto di marketing in chiave mediterranea: stiamo parlando del Marketing Mediterraneo, la filosofia di NinjaMarketing, che è alla base della campagna di comunicazione del nuovo marchio Fichimori, prodotto dall’azienda Tormaresca dei Marchesi Antinori: un vino…da bere freddo! Di séguito l’intervista a Francesco Domini, Direttore Generale delle Cantine Tormaresca.


La decisione di produrre un vino rosso da bere freddo è il risultato di un’improvvisa intuizione o di una lunga serie di ricerche di marketing?

L’idea di produrre un vino rosso da bere freddo deriva da alcune ricerche effettuate sul mercato, che hanno chiaramente delineato il bisogno del consumatore di degustare il vino rosso ad una temperatura adeguata alla stagione. Si deve aggiungere inoltre che moltissimi consumatori amano bere il vino rosso su piatti di pesce, e il Fichimori si “sposa” perfettamente con questo tipo di piatti.

La strategia di comunicazione del nuovo brand Fichimori, comprende eventi particolari, alcuni dei quali sono già stati organizzati a Milano, Bari, Napoli e Roma. Quali risultati avete conseguito?

La comunicazione del Fichimori si articola in varie fasi ed utilizza numerosi strumenti (pubblicità su carta stampata, website, materiale sul punto vendita, ecc.), ma ciò che caratterizza questa campagna sono gli eventi che stiamo organizzando in queste settimane, sia nelle grandi città, sia in alcune località turistiche. I risultati conseguiti sono molto incoraggianti visto il grande interesse e la notevole partecipazione sia da parte di un pubblico di “addetti ai lavori” sia da parte del pubblico meno esperto che intende effettuare una nuova esperienza di degustazione. Ma l’aspetto della campagna più interessante è che abbiamo deciso di “sponsorizzare” le feste private di chi si candida sul sito www.tarantaindacasa.it, andando con musica, vino e ballerine di pizzica ad allietare le serate delle microtribù dei nostri potenziali clienti.

Fichimori è abbinato ad un nuovo concetto di socialità, tramite le note di Stefano Miele ed i sinuosi movimenti delle ballerine di taranta. In quale modo ed in quanto tempo pensa che questi strumenti ‘glocali’ riusciranno a posizionare il nuovo brand tra quelli già affermati come Slow Food, Tods, Ducati, etc…?

L’utilizzo di strumenti “alternativi” è una diretta conseguenza dell’innovatività insita nel Fichimori; di conseguenza ritengo che tali mezzi possano aiutarci a diffondere rapidamente la conoscenza del prodotto e la sua associazione ai concetti che intendiamo con esso promuovere: la freschezza, la facilità di beva, l’universalità ed al tempo stesso il rispetto del territorio e delle sue tradizioni (non dimentichiamo che il vino rosso freddo è da sempre consumato, anche se in modo rudimentale, nelle famiglie contadine del sud Italia).

Questo vino, dunque, ‘Rinfresca i bollenti spiriti’ di tutti coloro che amano divertirsi e rigenerarsi bevendo un drink fuori dagli schemi: potrebbe descrivere meglio il target a cui si rivolge?

I consumatori del Fichimori a mio parere vanno suddivisi in due grandi categorie: i curiosi, cioè quelle persone che, indipendentemente dalla loro cultura enologica, per loro natura sono portate ad esplorare nuove strade e ad effettuare nuove esperienze gustative.
La seconda categoria è rappresentata da coloro che nel periodo estivo intendono concedersi un vino rinfrescante, poco impegnativo, facile da bere, e che si possa abbinare a piatti di diverso tipo.

Pensa che le uve di Negroamaro del Fichimori potrebbero essere facilmente apprezzate anche in altri Paesi del Mediterraneo?

Il Negroamaro è un vitigno storico e fortemente radicato, per le sue caratteristiche, al territorio salentino, che a sua volta, è una delle aree maggiormente rappresentative della cultura mediterranea; di conseguenza ritengo che il Negroamaro, al pari di altre uve autoctone della zona, possa diffondersi sempre più nei paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo.

 

                                                      Deborah Baldasarre

 

 

 

 
 

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