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Istituti di ricerche di mercato: la ridefinizione dei ruoli

Del: 07/07/2006


Qual è l’andamento degli istituti di ricerche di mercato nello scenario presente e futuro? Il tema è stato dibattuto nell’Osservatorio Assirm (che rappresenta attualmente 38 fra i maggiori Istituti italiani di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale), che ha tracciato un quadro positivo delle prospettive di crescita.
In Italia gli investimenti in ricerca sono più contenuti rispetto agli altri Paesi europei, ed il rapporto fra investimenti pro-capite in pubblicità ed investimenti in ricerca è del 6,7%; questi ultimi, inoltre, sono maggiori nel mercato dei panel, rispetto al mercato delle ricerche ad hoc.

Da un lato, i clienti chiedono più servizio, facendo partecipi gli istituti e riconoscendo il valore delle loro ricerche, dall’altro le aziende dovrebbero coinvolgerli ancor più all’interno dei loro processi lavorativi, perché soltanto una conoscenza globale del sistema può fornire un valore aggiunto alla stessa azienda.
Inoltre, è interessante osservare che, parallelamente all’incremento degli investimenti, soprattutto nel settore tecnologico, aumenti anche il tempo dedicato ai clienti. Sul fronte delle nuove tecnologie l’Europa appare un po’ arretrata, al contrario della Cina, che assieme a Russia, Brasile ed India, si collocherà ai primi posti delle proiezioni economiche mondiali future, superando anche gli USA.
In generale, però, il vecchio continente registra un andamento moderato, con previsioni positive anche per i prossimi anni.

Inoltre, in un periodo di trasformazioni radicali, in cui i nuovi media affiancano quelli tradizionali, l’advertising, che copre il 37% degli investimenti dal 1993 al 2005, è un valido sostegno all’economia mondiale; Internet avanza velocemente ed impone scelte radicali agli editori, che innovano i loro format.
I dati dell’Osservatorio Assirm hanno portato alla luce anche una fiducia degli imprenditori verso le ricerche quantitative online e continuative, a scapito di quelle ad hoc. Aumenta il valore delle ricerche sul territorio nazionale, a differenza della quota di quelle multicountry coordinate da istituti italiani. In crescita, invece, le richieste di Committenti esteri per ricerche in Italia.
Tra i settori che investono in ricerca, poi, il settore dei beni di consumo e della grande distribuzione conferma il suo primato.

“La questione entra nel merito delle relazioni che intercorrono tra aziende e istituti – afferma Nando Pagnoncelli, Presidente Assirm - La prossima sfida del ricercatore di mercato non consisterà tanto nell’individuare nuove applicazioni semiotiche, ma, contando su una buona dose di creatività oltre che su skill tecnici, nel giocare un ruolo proattivo e strategico-consulenziale per innestarsi all’interno dei processi innovativi delle aziende ed essere considerato sempre più partner invece di semplice data provider.”

                                                                 Deborah Baldasarre

Approfondisci i dati della ricerca nel file allegato


Allegati:
2005: Un Anno in Cifre

 
 

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