Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Marketing virale

Del: 07/07/2006


Il marketing virale è un tecnica di promozione a basso costo che si sparge tra il popolo del Web trasformandolo inconsciamente in protagonista, permettendo così all’azienda di raggiungere il potenziale cliente senza un’azione promozionale diretta, eliminando a priori metodi invasivi.
Il Dr. Ralph Wilson, guru indiscusso del marketing virale, lo definisce come “ogni strategia che incoraggia dei singoli a passare ad altri un messaggio pubblicitario, creando il potenziale per la crescita esponenziale del messaggio stesso".
Il termine "virale", coniato da S. Jurvetson e T. Draper, viene adottato proprio perché la tecnica di marketing contiene in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come un virus.

Le azioni per fare un buon marketing virale sono sostanzialmente 3:
Getting: andare alla ricerca di nuovi utenti tramite scambi di banner, link, classifiche, recensioni stampa, newsletter, sondaggi, segnalazioni;
Keeping: fidelizzare il visitatore creando forum community, aggiornando spesso i contenuti proposti dal sito;
Selling: vendere semplificando al massimo le procedure di acquisto e aumentando la fiducia dei possibili consumatori. In questo caso il meccanismo di propagazione virale del messaggio deve essere legato indirettamente al business principale del sito.

Questo tipo di marketing virale, per quanto apparentemente sembri adatto a poche tipologie di attività on-line, può essere di fatto utilizzato dalla maggior parte dei siti, non esclusi gli e-commerce, che possono vendere i propri prodotti attraverso piccole vetrine presenti su siti di webmaster che a loro volta convincono altri webmaster a utilizzare lo stesso sistema.
L’utilizzo del marketing virale è stato oggetto di una forte crescita esponenziale grazie alle caratteristiche del servizio che offre agli utenti come la semplicità di trasmissione, la velocità di diffusione e la chiarezza della comunicazione.
Punto fondamentale per una strategia di comunicazione efficace è la scelta dell’idea originale che offra prodotti e servizi e che non comporta sforzi per l’utente, il quale divulga automaticamente il messaggio e utilizza sistemi di trasmissione e comunicazione già esistenti. Questa tecnica esige una grande creatività e soprattutto una capacità di previsione e di adattamento che spesso spaventano i direttori marketing di siti web, molti dei quali non lo prendono in considerazione per la promozione dei propri prodotti e servizi, rimanendo ancorati ad un’idea tradizionale di pubblicità, molto aderente ad un tipo di mercato non ricalca affatto le nuove dinamiche del web.

I tempi cambiano e la tecnologia si evolve. Chi sperimenta crea le basi per ulteriori progressi, chi segue è forte delle esperienze passate, sviluppa l’idea e la perfeziona, sfruttando tecnologie di consumo che solo qualche anno prima erano sconosciute.
Anche le strategie di comunicazione e la pianificazione pubblicitaria sono state interessate dal fenomeno del marketing virale. I nuovi prodotti di successo sul mercato non nascono quasi mai grazie a forti investimenti pubblicitari ma attraverso una serie di attività di comunicazione più o meno spontanee che hanno avuto come risultato l’attivazione di un passaparola tra la gente. Non a caso una grande agenzia pubblicitaria, Leo Burnett, sta invitando gli investitori pubblicitari ad invitare i consumatori ad una maggiore interazione, chiedendo loro di inviare le proprie proposte per campagne pubblicitarie oltre che commenti sui marchi e sulle iniziative di comunicazione così da aumentare il loro audience.
Altro esempio di connubio riuscito tra comunicazione e marketing virale è data dalla nuova campagna di sensibilizzazione lanciata dl sito Amici.it, la onlus a difesa dei diritti degli animali che, con una forte dose di virale ironia, cerca si sensibilizzare gli animi sul problema dell’abbandono estivo.

Il rapporto tra comunicazione e marketing virale sarà oggetto di dibattito al World Business Forum 2006. L’idea dalla quale si partirà, proposta nel libro di Malcom Gladwell “Il punto critico. I grandi effetti dei piccoli cambiamenti”, è fondata sulla certezza che per comunicare ad un determinato target è possibile ottenere risultati migliori mettendo in moto un certo numero di moltiplicatori o leader di opinione che recepiscono il messaggio e lo diffondono spontaneamente. L’individuazione di questi soggetti definiti “nodi importanti” è l’azione fondamentale per la buona riuscita della strategia comunicativa.

Questo tipo di comunicazione alternativa ha tutti i presupposti per prendere sempre più piede, dando respiro ad un alla comunicazione tradizionale, che ormai è satura in molti settori.

                                                            Marilena Manzoni

 
 

Business Video