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Tendenze e scenari

Del: 12/07/2006

I risultati di un’indagine condotta da Cra per conto di Promotion/Assoprom

Alimentari e regali aziendali a braccetto nelle promozioni

È il binomio preferito, soprattutto da industria e servizi, che acquistano anche molti articoli per l’ufficio e per la scrittura, destinati sia ai regali sia alla pto. Casalinghi, abbigliamento, articoli per il tempo libero ed elettronica di consumo sono invece acquistati prevalentemente dalla distribuzione per le collection.

Un’azienda su tre acquista oggettistica e articoli promozionali da destinare a regali aziendali, pto, fidelity, concorsi, operazioni con premio immediato o viaggi incentive. Si tratta di 710.000 imprese su un universo di oltre 2,2 milioni (1.058.000 per l’industria; 77.000 per gd, do e grossisti; 82.000 per i servizi finanziari; 1.004.000 per gli altri servizi) preso a riferimento dall’indagine realizzata da Cra per conto di Promotion/Assoprom.
Nel 2005 la spesa complessiva per attività promozionali è stata di 6.100 milioni di €, per una spesa media per azienda di 8.600 €. Cifre di sicuro interesse, ma che potrebbero essere anche più alte, se consideriamo altri dati che emergono dall’indagine: il primo è che il 54% delle aziende spende fino a 2.500 €, mentre solo il 31% si colloca nella fascia media degli investimenti, che va da 2.500 a 15.000 €, con il rimanente 15% attestato nella fascia più alta (oltre 15.000 €); il 50% delle aziende utilizza una sola meccanica, contro il 43% che ne effettua 2 e solo il 7% che ne utilizza 3 o più; i regali aziendali e la pto, che monopolizzano le preferenze delle aziende investitrici, rispettivamente con l’82% e il 60%, e che assorbono il 79% della spesa totale (45% i primi, 34% la seconda) fanno registrare due delle tre spese medie più basse: rispettivamente 4.700 e 4.800 € (la più bassa in assoluto è quella delle operazioni con premio immediato con 4.000 €).
Il settore che vanta il maggior numero di aziende che investono (56%) è quello dei servizi finanziari, seguito da vicino dalla distribuzione (52%), mentre più distanti sono l’industria (35%) e gli altri servizi (30%). Per quanto riguarda la spesa media, la classifica è la stessa, ma le distanze sono molto più marcate sia tra il primo e secondo settore sia tra questi due settori e gli altri due: i servizi finanziari investono infatti mediamente 39.500 € per azienda, contro i 18.000 € della distribuzione, i 6.300 dell’industria e i 4.900 degli altri servizi. È invece dell’industria la fetta più grossa della spesa totale con il 37,5%, seguono i servizi finanziari con il 29,5%, gli altri servizi con il 21,2% e la distribuzione con l’11,8%.

Gli alimentari guidano la classifica degli acquisti
Per quanto riguarda la tipologia di prodotti acquistati, sono gli alimentari a primeggiare con il 57% delle preferenze; seguono gli articoli per l’ufficio (agende, calendari, computer, blocchi per appunti ecc.), utilizzati dal 52% delle aziende, e gli articoli per la scrittura, utilizzati dal 37%, mentre all’ultimo posto sono i casalinghi e articoli per la casa (7%).
Un supplemento d’indagine è stato fatto per capire quando vengono utilizzate le diverse tipologie di articoli promozionali destinate a regali. E per ben 5 tipologie su 7 l’utilizzo nettamente prevalente risulta essere “solo per i regali di Natale”, con gli alimentari che raggiungono la quota più alta (89,8%), che diventa addirittura del 96,8% nel commercio. Invece, per gli articoli per la scrittura e per l’abbigliamento l’utilizzo è ripartito in più periodi, con una prevalenza (38,9%) nel primo caso della voce “sia per i regali di Natale sia per regali durante tutto l’anno” e nel secondo caso (45,2%) della voce “solo per regali effettuati durante il resto dell’anno”. Incrociando poi i dati delle aziende investitrici con quelli delle meccaniche utilizzate e dei prodotti acquistati, si può vedere che i servizi finanziari, l’industria e gli altri servizi, che risultano essere forti utilizzatori di regali aziendali e pto, acquistano soprattutto generi alimentari, articoli per l’ufficio e articoli per la scrittura, e che la distribuzione, largamente prima nell’utilizzo delle operazioni di fidelity con il 36%, è anche al primo posto come acquirente di casalinghi e articoli per la casa, abbigliamento, tempo libero ed elettronica di consumo. L’industria e i servizi finanziari, inoltre, risultano essere i principali utilizzatori dei viaggi incentive, rispettivamente con il 5 e 4%, contro lo 0,3% della distribuzione e lo 0,1% degli altri servizi.
L’indagine ha anche cercato di capire qual è la propensione alla spesa per l’anno in corso e la risposta, molto chiara, è stata che non cambierà granché rispetto al 2005: l’80% delle aziende afferma infatti che spenderà lo stesso importo dello scorso anno, mentre il numero di coloro che pensano di aumentare gli investimenti è leggermente inferiore a quello di coloro che pensano di aumentarli (8% contro 12%). A livello di settori, si può notare che nella distribuzione l’indicatore volge leggermente verso l’alto, visto che accanto a un 85% che pensa di spendere lo stesso dello scorso anno c’è un 15% che dichiara che spenderà di più, e anche negli altri servizi prevalgono di pochissimo le aziende che pensano di spendere di più rispetto a quelle che propendono per una spesa inferiore (10% contro 7%). L’indicatore è rivolto invece verso il basso per l’industria (16% di pessimisti contro 8% di ottimisti) e soprattutto per i servizi finanziari (10% di pessimisti contro 1% di ottimisti).

Nel no profit investe un operatore su dieci
Un discorso a parte merita il settore del no profit. Secondo, l’indagine di Promotion, per il momento è solo un’impresa circa su 10 a investire in articoli promozionali, cioè poco più di 21.000 su un totale di 235.000 operatori, mentre la spesa totale è di 79 milioni di € e la spesa media è di 3.600 € per attività promozionale. In questo settore, ancor più che in quelli tradizionali, è determinante l’alta quota di operatori (76,6%) che spendono solo fino a 2,500 €. I regali aziendali sono i preferiti dal 62% degli operatori, seguiti dalla pto con il 45% e dai concorsi a premio con il 26%, mentre in termini di spesa i regali aziendali e la pto assorbono complessivamente quasi l’80% del totale, e le altre quattro meccaniche considerate hanno tutte quote molto basse.
Anche nel no profit gli articoli preferiti sono i generi alimentari con il 46%, ma rispetto ai settori tradizionali si sono scambiati il secondo e terzo posto gli articoli per la scrittura e quelli per l’ufficio, scelti rispettivamente nel 35 e 33% dei casi; al quarto posto c’è sempre l’abbigliamento con il 30%, mentre gli articoli per il tempo libero con il 22% delle preferenze precedono di gran lunga l’elettronica di consumo e i casalinghi, ultimi con il 9%.
Quanto alla propensione alla spesa per l’anno in corso, il no profit è ancora in linea con i settori tradizionali: la stragrande maggioranza resterà sui livelli del 2005, mentre i pessimisti prevalgono leggermente sugli ottimisti: 19% contro %16.

                                                      Roberto Giardini
                                                                  Promotion Magazine

 
 

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