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Child marketing

Del: 26/07/2006


Un ritorno all’infanzia in piena regola, dai giochi alla musica, sino alla torta! Un evento che ha richiamato circa 800 persone desiderose di correre, ridere e scherzare, abbandonando ogni formalità. Un tripudio di giochi infantili e divertenti e di continue discese dall’enorme scivolo gonfiabile messo a disposizione degli ospiti.

La società Tuttogratis Italia SpA è nota, nel settore del marketing, per le sue stravaganti idee di promozione e rafforzamento della propria brand image. Aveva cominciato, tre anni fa, con il tema ‘back to nature’, poi il 2005 ha visto protagonista l’evento ‘back to fake’, sino a ‘back to childhood’, ovvero pistolette ad acqua, fischietti, palloncini, caramelle, zucchero filato e musica anni Ottanta.
L’evento diviene, così, un efficace mezzo di comunicazione; una comunicazione integrata a 360°. Un simpatico pupazzo, infatti, è stato l’elemento distintivo dei gadget (dalle magliette ai fermagli), della torta e degli inviti ai partecipanti. Ogni angolo del luogo in cui si è svolto ‘back to childhood’, inoltre, ricordava i momenti dell’infanzia: le colonne sonore dei cartoni animati, i giochi, il cibo, le fotografie dei bambini (gli ospiti stessi) proiettate sulla parete della discoteca.
Questa strategia ha contribuito soprattutto ad accrescere il senso di appartenenza ad una community, quindi ad avvicinare i clienti all’azienda ed al suo spirito creativo.

Le parole di Alberto Gugliada, Sales & Marketing Manager di Tuttogratis SpA, illustrano meglio questi concetti:

Perché avete scelto una tipologia di evento così lontana da quelle tradizionali?

Gli eventi sono uno strumento di comunicazione già molto utilizzati nel settore trade a cui ci approcciamo in modo molto originale. La nostra filosofia e il nostro posizionamento è quello di un’azienda e di una concessionaria flessibili ed estremamente creativa. In tal senso abbiamo pensato di realizzare eventi in cui i partecipanti possano interagire e riescono a “divertirsi” in una piacevole situazione extra professionale, pur trovandosi tra persone che lavorano nello stesso ambiente. La festa quindi non nasce dall’esigenza di convincere i clienti ad investire su un prodotto piuttosto che su un altro, ma è un evento corporate in cui i clienti possono interagire con il nostro brand e conoscere la nostra filosofia.

Quali sono stati i riscontri degli eventi degli anni passati, in termini di visibilità?

Abbiamo iniziato tre anni fa con una festa il cui tema era "back to nature". Dai 150 partecipanti del 2004 siamo passati ai 450 di "back to fake" dell’estate 2005 fino a "back to childhood" con quasi 800 persone che si sono divertite abbandonando gli abiti da lavoro per immergersi in un’atmosfera informale in cui anche la comunicazione è più diretta e non mediata da sovrastrutture.

Esiste una correlazione fra i temi scelti per le feste e le vostre strategie aziendali, quindi i vostri prodotti/servizi?

Non esiste una correlazione con un nostro servizio o prodotto in particolare, ma il tema e lo stile scelto sono sempre in linea con l’immagine dell’azienda. Nel 2004 abbiamo scelto il tema "Back to nature" del ritorno alla naturalezza, alla semplicità; quindi un rapporto più umano e naturale tra le persone e con le cose. La festa "Back to fake" dello scorso hanno celebrava il ritorno al “falso”, nel senso di divertimento e creatività fuori dalle regole ed espressione massima di libertà. Questo anno con "Back to childhood" abbiamo festeggiato il ritorno all’infazia, alla spontaneità e alla comunicazione senza sovrastrutture. Si tratta sempre di temi che abbiamo vissuto prima di tutto come comunicazione interna sviluppandoli al nostro interno. Abbiamo voluto condividerli con i nostri clienti per una notte.

Secondo lei, quanto influiscono le relazioni one-to-one con i clienti sul successo di un’azienda?

Le relazioni one-to-one, specialmente in Italia e nei paesi latini in generale, hanno e continueranno ad avere un’importanza fondamentale probabilmente superiore rispetto ad altri mercati quale quello anglosassone. Le relazioni one-to-one informali permettono flussi di comunicazione più efficienti e diretti sia da un punto di vista di conoscenza del cliente e delle sue esigenze, sia in termini di realizzazione di progetti ad hoc per gli stessi.

                                             Deborah Baldasarre

 

 

 

 

 
 

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