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La dematerializzazione e la città della conoscenza

Del: 28/08/2006

Connected and emotional knowledge

M. Mc Luhan: “Ci vedremo sempre più trasformati in informazione, in marcia verso l’estensione tecnologica della coscienza”. Per la costruzione di una nuova società della conoscenza condivisa e per l’incontro con l’eccellenza sono necessari impegno, formazione ed informazione, unitamente ad una grande creatività che ne detti la sostanza e i ritmi. Gli oggetti perdono di peso a favore dell’immateriale e negli ultimi anni si è andato affermando il concetto di ‘economia knowledge-based’, in cui la conoscenza diviene la risorsa fondamentale e l’in-formazione un nodo cruciale per approdare ad una nuova mentalità, fondamenta dell’edificio della ’connected and emotional knowledge’, che governerà sostanza e comunicazione del futuro.

All’essere si sostituisce il fluire
“Andiamo verso un mondo condiviso. Sta trionfando il ‘pensiero d’acqua’ di impronta orientale in cui all’essere si sostituisce il fluire e dal possesso si passa ad una società d’uso? Sembra questa la direzione imboccata dall’innovazione. Mentre i sistemi di comunicazione hanno fatto passi da gigante in questa direzione, - la rete prima, l’e-learning e la convergenza interattiva ora - attendiamo i prodotti/servizio coniugati al nuovo essere”.

Ancora Cina
Questo modo d’osservare le cose, di vedere un universo in continuo movimento e mutamento, permea tutti i momenti del rinnovamento di marca cinese. Un esempio: il loro pittogramma “crisi” è composta da due concetti, pericolo e opportunità; queste due parole nella nostra cultura, per il significato che hanno, non potrebbero coesistere. Un esempio? Shangai nel luglio del 1921 ha visto nascere il Partito Comunista Cinese ed ora è la capitale indiscussa del più formidabile sviluppo economico degli ultimi cinquant’anni. Possiamo dire che il pensiero orientale ha delle caratterizzazioni emozionali, femminili e di maggiore flessibilità.

La dematerializzazione del corpo fisico
La comunicazione ha a che fare, ai giorni nostri, sempre più con il mutare veloce dei prodotti, delle persone, delle cose e dei linguaggi stessi (non che le antiche filosofie o i moderni filosofi non ne avessero già parlato: vedi per esempio la visione tantrica che definisce la dematerializzazione del corpo fisico, come lo svanire del nostro aggregato fisico al quale subentra il corpo vuoto di Kõlacakra ….). “La pittura sembra conoscere una nuova resurrezione. Però buona parte degli artisti si esprimono con video e telematica, strumenti mirati alla dematerializzazione del ‘corpo dell’arte’ ", afferma Achille Bonito Oliva mentre la rete, dematerializza le relazioni e le universalizza. Orlan, con la sua body art estrema, rivendica la possibilità di riprogettarsi e di far riflettere sui nuovi orizzonti alla luce dei cambiamenti indotti dalla tecnologia e dalle nuove possibilità chirurgiche. Siamo, noi e tutto ciò che ci circonda soltanto dei mutanti e il linguaggio è il nostro braccio armato?

                                                                     Fabrizio Bellavista

 
 

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