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Le emergenze nella sicurezza alimentare

Del: 22/09/2006





TNS Infratest ogni mese realizza un sondaggio per la Rivista Trade Business, su argomenti attinenti i consumatori. Il tema di questo mese è la propensione all’acquisto di prodotti di alta gamma nella grande distribuzione, di cui riportiamo in allegato i risultati.

 

Tra le emergenze alimentari assurte agli onori della cronaca negli ultimi anni, le più conosciute sono l’emergenza “mucca pazza” e l’emergenza “influenza aviaria”. L’eco delle emergenze ha anche direttamente influenzato i comportamenti di acquisto dei consumatori italiani: più del 60% del campione intervistato dalla TNS infratest, infatti, dichiara di aver modificato le proprie abitudini di acquisto, soprattutto non acquistando i prodotti coinvolti dall’emergenza o continuando ad acquistare ma solo prodotti garantiti o dal punto vendita o da una marca di fiducia.

I media più tradizionali (Tv 59% e stampa 33%) sono i canali informativi più utilizzati dal campione quando deve decidere se continuare o meno ad acquistare i prodotti alimentari coinvolti nello scandalo. Minor presa hanno le dichiarazioni di personalità del mondo scientifico come anche la posizione della catena distributiva abitualmente frequentata.
Quasi inascoltate le dichiarazioni delle aziende del settore coinvolto.

Il forte sconto non è comunque stato, se non per una piccola parte del campione intervistato, un driver per l’acquisto di prodotti alimentari coinvolti in scandali alimentari. Il consumatore italiano ha preferito non acquistare prodotti fortemente scontati e chi lo ha fatto ha acquistato soprattutto prodotti (pollame) coinvolti nell’emergenza “aviaria”.
Le carni rimangono tuttavia il prodotto alimentare più a rischio per il consumatore italiano: tra chi dichiara di non acquistare più un prodotto alimentare perché lo ritiene dannoso per la salute la carne è il prodotto più citato; mentre con il 41% delle citazioni la carne si conferma tra i prodotti alimentari a maggior rischio per la sicurezza alimentare; prima ancora di frutta e verdure (31%) e scatolame (30%).
Più della metà del campione dichiara di aver acquistato almeno una volta prodotti alimentari direttamente dal produttore, soprattutto frutta e verdura (62%) seguite da carne/salumi (34%) e latticini e formaggi (34%). La maggior parte di chi ha acquistato dichiara che nel futuro continuerà ancora ad acquistare direttamente dal produttore.

Gli scandali alimentari degli ultimi anni hanno comunque influenzato la credibilità delle marche: circa il 70% del campione ritiene che non vi siano sul mercato marche di cui fidarsi ciecamente; tra le marche comunque più affidabili la più citata è Barilla (37%).

 

Approfondisci la ricerca nella presentazione in allegato!

 

 

 


Allegati:
Le emergenze nella sicurezza alimentare

 
 

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