Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Imprese del futuro

Del: 24/01/2002

Come dovranno essere le imprese del futuro?
E di che ’pasta’ saranno fatti i loro leader?


Prima, ma soprattutto dopo le vicende successe l’11 settembre e le loro conseguenze, è utile riflettere sul tema dell’integrazione.
Al clima fortemente depressivo originato dagli avvenimenti internazionali e alla caduta delle borse e al rallentamento dell’economia deve succedere un clima di speranza e di "progetto".

Per navigare nell’incertezza prossima ventura occorrono però delle bussole. I brand, le marche continueranno ad essere il faro, ma in un contesto mutato. Una delle bussole sarà l’integrazione culturale: tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica; tra cultura dello sviluppo occidentale e culture orientali; tra individualismi e fondamentalismi.

Anche in un mondo fortemente globalizzato, che non può essere messo in discussione da movimenti nostalgici e anti-industriali, sarà comunque fondamentale l’ancoraggio nelle radici. Non esiste il nuovo senza un continuo riferimento alla memoria, al mito della nascita e della fondazione, per rinascere ogni volta… Locale e globale rappresenteranno quindi una frontiera solo apparentemente contraddittoria, così come dalla contaminazione tra culture e modelli nasceranno nuovi orizzonti.
Ma quali modelli? Il mito dello sviluppo ininterrotto occidentale? Il mito del profitto, dell’efficienza anglosassone? L’Italia, l’Europa, l’America? E in che misura uomini e imprese dovranno riscoprire e rideclinare il mito della "bottega" rinascimentale, che sta alla base della creatività e del successo dello stesso made in Italy?
(Walter Passerini)

A partire dal lancio dello Sputnik - che causò in America uno scioccante complesso di inferiorità nei confronti dell’Unione Sovietica - si sono moltiplicate le ricerche sulla creatività e sui processi che portano alla scoperta scientifica e all’invenzione artistica.

Tra le tante acquisizioni, tre sono particolarmente significative in questa sede:
non esiste una sostanziale differenza tra i meccanismi cerebrali di uno scienziato e di un artista;
quasi tutte le manifestazioni di creatività, anche se appaiono marcatamente individuali come nel caso della poesia o della pittura, sono fortemente influenzate e co-prodotte in senso collettivo;
sia nella creatività individuale che in quella di gruppo, la produzione consiste in una sintesi di fantasia e di concretezza.

Ciò consente di individuare aree sempre più vaste di possibile contaminazione tra le cosiddette "due culture" e consente di definire nuove condizioni capaci di moltiplicare la produzione creativa grazie ad una leadership appropriata, un giusto clima, un’accorta combinazione di soggetti in cui prevale la razionalità con soggetti in cui prevale l’emotività; una ibridazione di modelli formativi che si rifanno alla bottega rinascimentale con modelli che si rifanno all’accademia leornardesca.
(Domenico De Masi)
 
 

Business Video