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Virtual banking: le applicazioni del marketing finanziario

Del: 02/04/2004

32 milioni di utenti previsti per il 2003, contro gli attuali 28 milioni: sono esorbitanti le cifre dell’e-banking negli USA.
Il settore, che si è sviluppato nei primi anni ’90 negli States, non senza diffidenza da parte degli abituali clienti, ha subito un’impennata impensabile.
Secondo Jim Sprinter, (JP Morgan Chase, settore e-banking) la spinta fondamentale è stata registrata nel 2000, quando gli utenti hanno cambiato rotta rispetto alle loro decennali abitudini, reputando la convenienza dell’e-banking maggiore del ‘rischio percepito’ di investire in Internet i loro dati bancari.
Anche nel nostro Paese, nonostante il ritardo nell’avvento dell’on line banking, gli italiani che stanno imparando a effettuare le loro operazioni bancarie tramite pc.
Ma chi sono gli utenti dell’e-banking e quali le loro esigenze? In che senso andrà sviluppandosi nei prossimi anni il marketing finanziario?
A tutte queste domande risponde Claudio Perduca, business development manager di We@Service- la società strumentale del Gruppo Bipiemme dedicata allo sviluppo delle iniziative di virtual banking di BMP, tra cui We@bank- intervistato da Michele Cimino, presidente di ADICO, durante il dibattito,“Virtual banking: le applicazioni del marketing finanziario”, trasmesso  in video streaming su MyMarketingNet.
Nel dibattito sono illustrati i risultati di un sondaggio sulle banche on line in Italia, promosso dall’Associazione Direttori di Marketing nella primavera scorsa.
Il mercato italiano dell’e-banking ha subito in pochi anni uno sviluppo notevole, passando dai 500.000 mila conti on line del 2000 ai 3.500.000 nel secondo semestre del 2001, mentre si prevede di incrementare questa cifra del 57% a fine 2002.
Il mix integrato fra on line e off line sta inoltre consentendo alle banche di offrire servizi a volere aggiunto ai clienti, che grazie alla Rete possono fare simulazioni, informarsi sui vantaggi e servizi offerti dall’istituto di credito e poi chiudere le loro operazioni recandosi nelle varie filiali. L’e-banking, evitando code e aprendosi anche a servizi non strettamente finanziari, ma volti a soddisfare esigenze legate al tempo libero, alla formazione e al commercio elettronico, sta inoltre dando la possibilità agli utenti di risparmiare uno dei beni più volatili della nostra era, il tempo, prezioso alla stessa stregua del denaro.
        
                                                   Rossella Ivone
                                                      redazione MyMarketingNet
 
 

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