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Analisi dati ’Codice da Vinci’

Del: 11/10/2006


Il tanto discusso lancio del film tratto dall’omonimo libro di Dan Brown, ha ingenerato un considerevole impatto sui media ed in particolar modo sul mezzo stampa che ha dedicato una estesa copertura mediatica ed un ampia gamma di valorizzazioni.
Grazie al meccanismo narrativo di Dan Brown, “Il Codice Da Vinci” ha venduto circa cinquanta milioni di copie nel mondo. Una rilettura esoterica della religiosità, il percorso iniziatico dei protagonisti del romanzo e la personale interpretazione, veritiera o meno, di alcune celebri opere d’arte hanno fatto il resto.
E’ toccato all’esperto regista Ron Howard realizzare il sogno di tanti comuni mortali. Certo, non è mai stato semplice trarre un buon film da un romanzo di successo, ma l’impressione è che il regista di “A Beautiful Mind” abbia toppato alla grande.

Non che “ Il Codice” non sia visivamente “potente” in alcuni frangenti, ma Ron Howard , alfiere del mainstream cinematografico, è riuscito a privare il suo film di tutti quei riferimenti esoterici che hanno spinto ogni lettore del libro, pagina dopo pagina, a divorarlo in breve alla ricerca della “rivelazione”.

La stampa nazionale ed internazionale ha espresso pareri disomogenei e discordanti sullo scenario creatosi attorno al fenomeno. La criticità dell’argomento trattato ha scatenato azioni fortemente osteggiative nella divulgazione dei contenuti inerenti al film.
Infatti le 123 testate che hanno trattato l’argomento nel periodo di riferimento, indipendentemente dal loro schieramento ideologico e politico, hanno focalizzato l’attenzione sui fattori di disattesa e di estrema commercializzazione del fenomeno “Codice da Vinci”.
La natura delicata dell’argomento trattato ha determinato, in testate giornalistiche maggiormente conservatrici e nelle aree geografiche di loro maggiore divulgazione, delle linee di contestazione e di critica analisi dei contenuti che tale film ha rappresentato.
interpretando i dati di readership e di distribuzione delle testate, si può facilmente notare l’efficacia commerciale ingenerate dal “Codice da Vinci”, ma il pessimo livello di continuità nel tempo
L’impatto di notorietà generato, ha giustificato l’investimento economico complessivo (sia ai botteghini sia a livello di budget di comunicazione investiti sui media ed in particolar modo sul mezzo stampa) attraverso un monitoraggio specifico e veicolato della “reputazione” dell’informazione, razionalizzandone il livello di “spendibilità” nella popolazione.
Le performance finanziarie collegate a tale evento, sono state confirmatorie di una campagna di comunicazione efficace che ha creato una tensione ed un’attesa tale da alimentare l’indotto commerciale dell’offerta.
Le valutazioni complessive derivanti dall’analisi dei dati emersi dal “Media Intelligence Research” dell’evento monitorato in area press, sono le seguenti:

1. Ottima copertura stampa per il periodo collegato all’evento di presentazione con un valore di persistenza nel medio periodo in veloce decremento
2. Precisa valorizzazione e monitoraggio dei personaggi chiave del film attraverso articoli dedicati e fortemente provocatori
3. Buona equipollenza qualitativa tra fattori di criticità emersi dagli articoli e fattori di elogio
4. Ottimale ritorno d’investimento comunicazionale rispetto ai valori di readership totale e di investimento pubblicitario
5. Corretta esposizione di visibilità delle tematiche trattate nel film
6. Disomogenea divulgazione e geoposizionamento delle fonti di informazione.

                                                                 Davide Benedetto


Allegati:
Analisi dati “Codice da Vinci”

 
 

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