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Come sviluppare la leadership

Del: 17/10/2006

 

Ken Blanchard

Sebbene vi siano persone dotate di un talento naturale per ispirare e motivare gli altri a raggiungere i loro obiettivi, occorre sottolineare che leader non solo si nasce, ma lo si diventa. Vi sono due ruoli primari di guida sui quali i CEO devono focalizzarsi per creare e mantenere un’azienda prosperosa e di successo.

Il primo è quello di determinare la Visione e la Direzione. Leadership significa innanzitutto avere una meta. Nelle aziende efficienti ognuno ha una visione convincente e una chiara percezione della direzione in cui si sta andando, e questa visione deve venire dall’alto. Questo tipo di guida illuminata è costituita da quattro elementi chiave: Lo scopoavere assolutamente chiara l’attività che si svolge. La visionequale immagine si ha del futuro. I valoricosa guiderà il viaggio verso il futuro. Gli obiettivisu cosa dovrebbe concentrarsi il gruppo.

Il secondo aspetto della leadership, fondamentale per favorire il successo dell’azienda, è l’Attuazione. Questo implica capovolgere la piramide gerarchica e dare potere a tutti coloro che operano all’interno dell’organizzazione, consentendo loro di agire come se possedessero la visione e la direzione. Un CEO deve sapersi spostare alla base della piramide ed agire come un “cheerleader”, supportando e incoraggiando ognuno a vivere secondo la visione e a raggiungere gli obiettivi.

Questa strategia radicale di leadership potrebbe definirsi “Guida al servizio degli altri”.
Troppi manager abbracciano il primo aspetto delle proprie responsabilità di leader, trascurando il secondo.
Invece di diventare bravi “leader al servizio degli altri”, si trasformano esattamente nell’opposto, “leader al servizio di se stessi”, predisponendosi, in ultima analisi, ed orientando la propria azienda, al fallimento.
Dalla prospettiva del cliente, spesso è facile distinguere un’azienda guidata da un manager al servizio di se stesso. Sebbene possa avere una grande missione, visione e alti valori, essa non riesce ad offrire un livello di servizio al cliente tale da mantenerla in attività, in quanto i suoi leader non conferiscono pieni poteri a chi opera in prima linea per consentire loro di mettere in pratica i capisaldi della missione.

Wayne Dyer, maestro di crescita personale, disse una volta che esistono due tipi di persone, le anatre e le aquile. Le anatre assumono costantemente atteggiamenti da vittima e schiamazzano tutto il giorno. Le aquile prendono l’iniziativa e volano in alto, al di sopra della folla.
Nell’ambito del servizio al cliente, le anatre, che lavorano per leader al servizio di se stessi, dicono: “Non posso farlo. Non rientra nella politica aziendale e non sono io a fare le regole. Dovrà parlare con il capo ufficio. Quack, quack!” Il comportamento da aquila, invece, emerge quando i leader al servizio degli altri lasciano spazio e ciò si traduce per i clienti in un’esperienza bellissima.

Qualsiasi CEO può diventare un leader migliore semplicemente ricordando di continuo ai suoi la direzione verso la quale si stanno muovendo e lodandoli quando percepisce che si stanno avvicinando alla meta. E’ necessario che le aziende mettano il personale a proprio agio, se vogliono creare fidelizzazione, fiducia e, in ultima analisi, profitto. Se le aziende trattano bene il personale, questo tratterà bene la clientela. E se la clientela viene trattata bene, il risultato netto sarà buono.

Una guida efficiente da parte della dirigenza può aiutare le aziende a sfruttare le condizioni di mercato vantaggiose come pure i momenti sfavorevoli. L’importante è “portare la gente a fare le cose giuste”. Piuttosto che dire alle persone cosa fare e poi tornare solo per criticare quando qualcuno sbaglia, i grandi manager sottolineano sempre gli aspetti positivi. Se qualcuno commette un errore, piuttosto che attaccarlo, lo riportano al punto in cui dovrebbe trovarsi. Assumono cioè l’atteggiamento di chi, per primo, non ha espresso correttamente visione e valori.

Per impegnarsi a diventare un leader al servizio degli altri si possono seguire queste indicazioni:

  • Alzarsi 45 minuti prima. Prendersi il tempo necessario a capire chi siamo e che tipo di persona vogliamo diventare, per avere l’opportunità di provarci nel corso della giornata. 
  • Avere il coraggio di far usare la testa alla gente e darle il potere di mettere in pratica la visione e i valori aziendali. Notare le persone quando agiscono bene e lodarle.
  • Ricordarsi che il profitto è l’applauso che si merita il manager per essersi curato dei suoi dipendenti, dei suoi clienti e per aver fatto un ottimo lavoro.

Pensatore di spicco, ricercato nel campo del management, Blanchard è considerato uno dei soggetti più attenti nel mondo del business di oggi. The One Minute Manager, scritto con Spencer Johnson, ha venduto oltre 12 milioni di copie. Nel 2004 ha ricevuto il Thought Leadership Award da ISA, The Association of Learning Providers.

Ken Blanchard sarà presente al World Business Forum 2006 a Milano, organizzato dal HSM .

 
 

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