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La crescita della Cina tra paura e sostenibilità

Del: 25/10/2006

Al WBF 2006 Chris Patten ha parlato della crescita economica della Cina.
Chris Patten vanta un’ampia esperienza di politica britannica e mondiale. Ultimo governatore di Hong Kong (1992 -1997), ha sovrinteso il ritorno della Colonia Britannica alle normative cinesi, confermando la sua reputazione di conciliatore e diplomatico infallibile.
Dal 1999 al 2004 è stato commissario europeo per gli affari esteri e dal gennaio 2005 siede nella Camera dei Lord del Regno Unito. E’ Honorary Fellow del Royal College of Physicians di Edinburgo e Honorary Fellow del Balliol College di Oxford.

“In questo momento l’economia è basata sulle conoscenze e bisogna investire nel sistema scolastico e nell’educazione universitaria – ha affermato Patten - l’America e l’Europa hanno dominato negli ultimi 50-60 anni, ma non possiamo più risolvere problemi senza l’aiuto dell’India e della Cina. Dobbiamo comportarci normalmente nei confronti della Cina, perché non è una minaccia, anche se la sua competizione è aggressiva.
Bisogna semplicemente lavorare in modo più brillante e duro!”.

Il riemergere della Cina come potere economico globale (e insieme politico) fa sorgere alcune importanti domande, le cui risposte hanno implicazioni per tutti noi.
E’ a volte semplice dimenticare che la crescita della Cina ha portato alcuni enormi benefici - non solo i milioni di cinesi tratti fuori dalla povertà negli ultimi anni. I produttori di petrolio e di commodity hanno visto impennarsi la domanda e i paesi asiatici esplodere i commerci con il loro vicino. Vi sono stati benefici per i consumatori negli Stati Uniti e in Europa, e il vasto utilizzo delle risorse di foreign exchange per ripagare il debito americano ha tenuto i tassi di interesse più bassi per i possessori di case. E’ facile tuttavia comprendere perché alcuni si sentano minacciati dalla rapida crescita della Cina. Ma dove la Cina vende sotto costo e supera i concorrenti nel mercato, la risposta non dovrebbe essere il protezionismo ma migliori educazione ed allenamento, maggiore flessibilità del lavoro e tasse governative più basse per l’industria. Aumentare la qualità della vita di oltre un quinto dell’umanità dovrebbe essere qualcosa da celebrare, mentre le minacce possono arrivare sotto altre forme - pensiamo ad esempio all’impatto sull’ambiente o alla capacità di trattare efficacemente con stati come Burma o Sudan, e con le ambizioni nucleari dell’Iran.
La sostenibilità della crescita della Cina è un altro elemento da considerare. Per la Cina sostenibilità economica significa stabilità sociale, qualcosa che i leader cinesi sono molto bravi a mantenere. Ma questioni come furto di proprietà intellettuale, contraffazione di beni, lesione dei diritti umani, corruzione e assenza di controlli ed equilibrio in ambito aziendale e politico danno all’occidente motivi per giustificare il nazionalismo economico. L’inesorabile crescita della Cina è stata dipinta come foriera di un’inevitabile lotta tra essa e gli Stati Uniti. Per ora la Cina sembra contenta di aver ripreso ancora una volta il suo posto di primo piano sul palcoscenico mondiale. Sebbene la Cina debba il suo emergere come potenza mondiale al sistema di libero mercato propugnato dagli Stati Uniti, essa ha valori molto differenti da quelli della maggior parte dei Paesi sviluppatisi sotto l’influenza di una democrazia di tipo occidentale. Più adotterà tali valori più l’occidente probabilmente applaudirà e farà strada al suo straordinario progresso.

 
 

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