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Autunno, tempo di budget anche per il search marketing

Del: 01/11/2006



Con l’arrivo dell’autunno, nella maggior parte delle aziende, scatta la caccia ai budget; un’impari lotta tra chi tiene ben saldi i cordoni della borsa e chi, chiamato a definire le attività di comunicazione, marketing ed advertising per l’anno entrante, deve fare spesso i salti mortali per ottenere i soldi necessari per muoversi.

Da qualche anno anche il search engine marketing rientra nelle preoccupazioni di chi, pure da noi in Italia, deve definire i budget. E spesso sono problemi.


Siamo tutti concordi sulla sempre maggiore efficacia dei motori di ricerca per promuovere prodotti o servizi visto che, oltretutto, le informazioni trovate attraverso i motori condizionano sempre più frequentemente le decisioni e gli acquisti di chi cerca (vedi: http://www.sems.it/ricerche/sems-motori-acquisti-2006.htm); e siamo anche tutti d’accordo che, tra i grandi vantaggi del search marketing, vi sono
- la possibilità di potersi promuovere anche con investimenti limitati
- la possibilità di poter misurare e tracciare tutto (o quasi) ciò che l’attività di promozione nei motori produce
- la possibilità di poter effettuare interventi correttivi alle campagne in tempo reale o quasi, così da limitare lo spreco di soldi.

Eppure, e questo da addetto ai lavori lo ammetto, non è così facile definire a priori quanti soldi investire, e non è neanche facile produrre quella documentazione che dovrà convincere il “C-level” aziendale ad approvare i piani e stanziare i relativi soldi. Anche perché, frequentemente, i soldi per il keyword advertising sono un budget media, mentre quelli per l’ottimizzazione sono un budget IT, con i due reparti che magari neanche si parlano tra loro.

Ma come? Si parla ormai da un quinquennio del search marketing come della killer application per promuoversi, fior di ricerche internazionali redatte da istituti anche prestigiosi ne hanno sancito la tremenda efficacia ed all’estero gli investimenti in search marketing superano ormai abbondantemente la metà di tutto quello che viene investito online, e si fa ancora così fatica a giustificare la richiesta di investimenti all’altezza di questo strumento?
Ebbene sì, la situazione è ancora questa. Per le ragioni più diverse, da quelle legittime a quelle più “politiche” (specie laddove sono terze parti a decidere come e dove allocare i budget), i soldi destinati ai motori di ricerca sono ancora una minima frazione di quelli destinati complessivamente alla pubblicità ed al marketing.
Che fare?
Non esistendo una formula magica, vedo di seguito di dare qualche utile indicazione a quanti si trovano ancora nella situazione di dover decidere come e quanto investire in search engine marketing, in base anche alle attività che vogliono intraprendere.

Come ottimizzare un sito? leggi l’intero articolo in allegato!

                                       Marco Loguercio
                                                    Fondatore ed amministratore 
                                                    Sems S.r.l. www.sems.it


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