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Il packaging dei DVD tra praticità e piacere

Del: 01/11/2006


 

Partiamo con un piccolo test : io ho una piccola collezione di film costituita da quei titoli che in qualche modo considero indispensabile avere in DVD. I titoli sono: “Animal House”, “Blues Brothers”, “Apocalypse Now”, “Il cacciatore”, il cofanetto di “Twin Peaks” 1° serie.
E adesso il test: quanti anni ho?
La maggior parte di voi probabilmente si è avvicinato molto alla soluzione (42 ndr) e probabilmente alcuni sono in grado di prevedere con buona approssimazione che tipo di libri potrebbero interessarmi o che tipo di abbigliamento prediligo nel tempo libero.
Insomma: i consumi cosiddetti culturali raccontano molte cose di noi e in particolare in questo articolo mi occupo dei film in DVD i quali hanno assunto una funzione che va la di là della fruizione personale e del piacere legato alla visione del film in se stesso.
Il film in DVD viene visto in senso letterale da chi lo acquista ma viene visto, in altro senso, anche da chi entra in casa nostra e nota la nostra collezione di film esattamente come libri e cd musicali.
Una collezione di DVD ben assortita è da sola in grado di fornire argomento di conversazione in una cena o in un incontro con amici :
“No, ma hai il cofanetto di UFO, ma dove lo hai trovato ?” ”Mitico questo l’ho visto un sacco di tempo fa e non sono più riuscito a trovarlo” “Ti ricordi la scena della sparatoria sulle scale ?”
Proviamo poi a pensare a quando un film viene regalato. Regalare un film spesso significa voler condividere una emozione con chi riceve il regalo, mi aspetto che la persona che lo ha ricevuto lo veda e mi dica cosa ne pensa, cosa ha provato oppure, in caso sia un cofanetto da collezione, che apprezzi la fatica che ho fatto a trovarlo o lo sforzo che ho fatto per scoprire suoi gusti (“Ma come facevi a sapere che sono un appassionato di X-Files ?”).
Il film in DVD è quindi al contempo un bene di consumo “veloce” che però racchiude una serie di valenze emozionali che rendono estremamente complesso delinearne le logiche di marketing e soprattutto quelle relative al packaging.
In questo mercato infatti l’evoluzione del packaging sta seguendo dei percorsi che sono ad un tempo anomali e affascinanti. Alcune regole che sembravano assolutamente ferree nella scelta del tipo di imballo stanno invece cedendo il passo a soluzioni che traggono senso più dal piacere che dalla utilità.
Dalla evoluzione del packaging dei DVD e dal tentativo di tratteggiarne le logiche che presiedono alla scelta delle innumerevoli soluzioni esistenti credo che possano evidenziarsi percorsi di senso che potrebbero emergere anche in altri mercati e per altri prodotti.

Partiamo con il descrivere alcune caratteristiche del mercato e della sua evoluzione.
Il mercato dei DVD è in costante crescita da quando sono apparsi i primi lettori DVD casalinghi e ad oggi sta proseguendo il suo sviluppo grazie anche alla diffusione dei lettori CD/DVD inseriti nei PC . La progressiva sostituzione dei vecchi lettori VHS con lettori DVD garantisce sicuramente una crescita ulteriore del mercato destinata però ad esaurirsi nel breve/medio periodo.
Nel frattempo l’offerta di film è aumentata in maniera esponenziale in quanto, oltre ai film prodotti in questi anni, si è sviluppato un fiorente mercato delle edizioni in DVD che coprono tutta la filmografia classica, da John Ford a Jaques Tatì , fino al trash all’italiana o ai B-Movies americani.
Parimenti si è sviluppato un mercato fiorente delle serie TV raccolte spesso in cofanetti ad alto costo che racchiudono una stagione intera di titoli e che vanno dai recenti CSI ai “cult” come Ufo o Twin Peaks raggiungendo anche 60/70 € di valore.
La disponibilità quindi di DVD è enorme e copre ogni possibile area di gusto, passione o, a volte, mania.
La disponibilità di film tuttavia si amplia in maniera impressionante se a quella ufficiale aggiungiamo quella clandestina e passiamo quindi ad considerare che dalla rete è possibile oggi scaricare in poche ore un film di prima visione o un film in dvd duplicato in maniera illegale.
La domanda infatti che verrebbe normale fare è: “ma se è così facile avere un film gratis perché dovremmo comprarlo?”. Qui si aprono una serie di considerazioni sulla disponibilità della tecnologia adeguata, della facilità di utilizzo dei software di download e sulla qualità dei film disponibili in rete ma preferisco rispondere con una semplice domanda: “regalereste al compleanno del vostro migliore amico un film scaricato?”
Se la sola idea vi fa orrore vi invito a riflettere sul fatto che in fondo il film che volete regalare può essere reperito in rete o preso a noleggio e poi duplicato. La fruizione del prodotto in sé non cambierebbe ma cambia enormemente il valore percepito del film se questo ha il packaging adeguato e questa ad oggi è la migliore difesa del prodotto di cui questo mercato dispone.

Leggi l’intero articolo e le case history in allegato!

                                                                   Marco Rotondo


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