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World Business Forum

Del: 02/11/2006


Sviluppare la propria leadership, confrontarsi con un mercato in rapida evoluzione, servirsi delle tecnologie senza prescindere dal capitale umano: sono queste le linee guida per i manager del futuro.
Se n’è parlato a Milano durante la terza edizione del World Business Forum, organizzato a dalla multinazionale HSM, che ha visto la partecipazione di 2500 manager.

“Incrementare gli utili è l’imperativo di ogni impresa- ha affermato Robert Kaplan, esperto mondiale di business strategy, che per primo ha preso la parola nella due giorni milanese- ma solo se i dipendenti sono ben qualificati si può garantire il miglioramento dei processi. Persone e IT sono le chiavi del successo aziendale, in uno scenario competitivo e affollato come il nostro. Uno scenario in cui si assiste all’agguerrito affermarsi di Paesi finora ai margini dell’economia mondiale”.

A cominciare dalla Cina, dove - ha sottolineato Tom Peters, durante la sua relazione sul Management - si sta lavorando alla realizzazione di quarantadue aeroporti internazionali.

“L’economia cinese è raddoppiata ogni dieci anni negli ultimi trenta anni e nel 2005 il suo PIL è balzato al terzo posto nella classifica mondiale, dopo USA e Unione Europea - puntualizza Chris Pattern, ultimo governatore inglese a Hong Kong, fra i relatori del World Business Forum - ma contrariamente a quello che molti credono, la minaccia maggiore da parte di questo Paese non viene dalla sua capacità di produrre beni di consumo a basso prezzo, ma dalla varietà di componenti che qui si fabbricano e che stanno portando l’industria hi-tech a una crescita esponenziale. Con ricadute profonde sulla politica della proprietà intellettuale, priva di tutele in tutta la Cina. Investendo nelle infrastrutture cinesi, l’occidente sta, di fatto, finanziando il complesso industriale illegale di maggior successo al mondo. Su questo dovremmo riflettere prima di dichiarare guerra ai prezzi cinesi, cercando di abbassare i nostri”.

Dialogo e apertura diventano dunque armi necessarie ai Paesi Occidentali per non perdere la propria leadership.
E non solo nei confronti del gigante cinese, ma anche verso il Medio Oriente.
In questo caso - secondo Madeleine Albright, prima donna segretario di stato Usa, che ha condotto uno dei più appassionati interventi durante il convegno - “prima di puntare sui rapporti commerciali, si dovrebbero costruire relazioni a partire dal confronto religioso. La religione è un potente collante, anche se negli ultimi anni è stata causa di guerre piuttosto che di apertura fra civiltà e mercati”.

Ma il dialogo da solo non basta.
Lo sa bene Ken Blanchard, esperto di sviluppo personale che a margine dell’evento ha commentato: “Maggiori investimenti in R&S, sviluppo di approcci innovativi, ricerca dell’eccellenza, progetti a lungo termine: senza questi cardini le imprese non possono essere considerate competitive. Solo agendo su questi quattro elementi, le minacce dei nuovi attori economici potranno trasformarsi in opportunità di crescita per le nostre aziende”.

Per visualizzare il video dell’evento World Business Forum Leadership clicca qui

Per visualizzare il video World Business Forum strategie clicca qui

 

Rossella Ivone

 

 

 
 

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