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Tipico Italiano

Del: 15/11/2006

Il gradimento dei consumatori nei confronti dei prodotti tipici italiani

TNS Infratest ha condotto un sondaggio riguardante i prodotti tipici del “Made in Italy” definiti come segue “Per prodotti tipici italiani intendo per esempio prodotti delle tradizioni regionali, prodotti DOC (Denominazione Origine Controllata), DOP (Denominazione Origine Protetta), specialità locali, prodotti artigianali o semi artigianali.”

La propensione all’acquisto di questi prodotti risulta elevata: più di un terzo del campione si dichiara infatti molto propenso a questo tipo di acquisto e complessivamente quasi l’80% degli intervistati dichiara di avere un approccio comunque positivo nei loro confronti.
Tale atteggiamento trova riscontro nei comportamenti: circa il 40% degli intervistati acquista spesso prodotti tipici italiani e un altro 36% li acquista qualche volta. Solo nell’8% dei casi questo tipo di prodotti non risulta presente nelle abitudini di spesa.
Le caratteristiche superiori sono driver di acquisto. Tale concetto generale si declina come “qualità migliore” nel 45% dei casi, come gusto/sapore migliore (17%) oltre che nella percezione di una loro maggiore genuinità (19%) e certificazione/controllo della loro origine (19%). Pur meno rilevante (10%) esiste anche un legame “affettivo” con questo tipo di prodotti (i prodotti della mia regione/delle mie origini).

I formaggi rappresentano i prodotti tipici italiani più presenti nelle abitudini di spesa dei consumatori. La metà degli intervistati dichiara infatti di privilegiare in questa categoria il prodotto tipico. Un terzo acquista pasta e salumi tipici della tradizione italiana mentre un quarto del campione effettua tale tipo di acquisto per olio e vini/liquori.
Complessivamente esiste, presso chi effettua questo tipo di acquisto nei diversi comparti dell’alimentare, una disponibilità a spendere qualcosa in più per avere un prodotto con le caratteristiche che il prodotto tipico italiano è in grado di garantire. Pur essendo un atteggiamento trasversale alle diverse categorie, ciò risulta particolarmente consolidato (abituale) per l’olio e per la pasta mentre è avviene più saltuariamente nel caso di vini e salumi.
Specularmente, la mancanza di disponibilità ad affrontare una spesa superiore rappresenta una barriera all’acquisto anche in categorie comunque estremamente diffuse nelle abitudini alimentari.
Il concetto di prodotti tipico italiano viene associato più a tipologie che a marchi o aziende. Formaggi, pasta e salumi, insieme a vino e olio, sono i tipi di prodotto maggiormente rappresentativi del made in Italy. Solo Barilla, tra i marchi, pare essere in grado di veicolare questa immagine.

L’attuale offerta di prodotti tipici italiani nei supermercati / ipermercati risulta soddisfacente per circa l’80% degli intervistati. Tra coloro che non si ritengono attualmente soddisfatti formaggi, pasta, salumi le categorie in cui è maggiormente sentita l’esigenza di un assortimento più ampio.
La soddisfazione condivisa per l’attuale offerta non è legata a scarsa attenzione: per 2/3 del campione infatti la preferenza per una insegna “italiana” è netta a conferma dell’importanza attribuita, pur in senso lato, al “made in Italy”.
Piace anche l’idea di organizzare aree o corner dedicati a questo tipo di prodotti: l’85% del campione la sposa infatti immediatamente.

Pur nella frammentazione delle insegne nel panorama della distribuzione moderna, Coop appare quella maggiormente in grado di valorizzare questo tipo di offerta, seguita da Conad, Esselunga e Auchan.
Concludendo, quattro sono le categorie chiave nel panorama dei prodotti tipici italiani: formaggi, salumi, pasta e olio. Oltre a rappresentare al meglio il concetto di “made in Italy”, qui si concentrano gli acquisti, una maggiore propensione a spendere qualcosa in più e le possibilità di ulteriore ampliamento dell’offerta.

 
 

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