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Speciale - Pakistan La scuola nel cielo

Del: 30/11/2006

Tutto è successo, mentre la maggior parte dei bambini era a scuola. 8 ottobre 2005, ore 8:52 - una terribile scossa pari a 7,5 gradi della scala Richter, un terremoto devastante, colpisce il Pakistan settentrionale e il Kashmir pakistano.
Oltre 80.000 persone giacciono sepolte sotto le macerie, di cui 35.000 sono bambini. Ai morti si aggiungono circa 135.000 feriti, oltre 4 milioni di senzatetto; le loro case si sono sbriciolate sotto l’onda d’urto del terremoto, le scuole, gli ospedali, le strade sono stati distrutti, i villaggi sono stati tramutati in polvere e macerie.
Il reportage fotografico “Pakistan La scuola nel cielo” racconta, con immagini forti, reali, commoventi, struggenti, il dramma di un popolo cui non si deve e non si può negare la speranza di ricominciare.

Il libro percorre, attraverso le immagini dell’attento fotoreporter Giovanni Diffidenti, la storia disperata, forte, coraggiosa di coloro che sopravvissuti alla tragedia, hanno cominciato a ricostruire, case e vita.

Articolato in due sezioni distinte, il libro fotografa la situazione immediatamente successiva alla terribile calamità.
Le immagini, memoria di quanti hanno voglia di sapere per poi passare all’azione, mettono l’osservatore, con l’impatto che solo le cose reali possono trasmettere, di fronte al dolore,
alla solitudine e alla disperazione di un popolo e di una regione su cui si è abbattuta la tragedia, fulminea, improvvisa, energica.
Poi, quasi a sottolineare il momento in cui ogni uomo sente che deve combattere, per potersi rialzare, le immagini hanno un altro senso: traspare la volontà, la fatica, l’energia vitale dei sopravvissuti, che lottano per vivere, per costruire un’altra volta la propria casa.
Scene di amicizia e di solidarietà immortalate dal sapiente obiettivo di Diffidenti: bambini che aiutano i più anziani, donne strette per mano, uomini impegnati con picconi e mattoni.

Il libro accende i riflettori su una storia trascurata dai mass media internazionali, che non hanno inserito nei loro criteri di “notiziabilità” una simile tragedia umana. Una sofferenza forse troppo silenziosa per suscitare scalpore.

Non esiste futuro senza i più giovani. “La scuola nel cielo” è un’operazione editoriale del Cesvi, il cui ricavato sarà interamente destinato alla costruzione della Primari School nel villaggio di Nagani per 300 bambini. Il progetto è ambizioso, non facilitato da continue frane e smottamenti della terra ma importante per tutti quei bimbi che al momento non possono andare a fare lezione.
“[…] Se la missione del Cesvi è cooperare con il mondo povero perché si sviluppi, per realizzarla dobbiamo anche impegnarci nell’educazione del mondo ricco perché si faccia solidale. E per seminare il valore della solidarietà ci siamo attrezzati per informare i nostri concittadini delle situazioni sconosciute e delle condizioni dei bisognosi. Comunicando con rispetto. Perché a differenza dell’elemosina, che si fa cadere dall’alto, la cooperazione si fa mettendosi alla pari con i beneficiari. Convivendo le loro storie. Che le fotografie di Diffidenti ci sparano nella testa e nella pancia” (Giangi Milesi, presidente Cesvi, dal libro La scuola nel cielo.

                                                                       Serena Poerio

 
 

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