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Una regia pubblica per la promozione della lettura

Del: 10/12/2006

La promozione della lettura rappresenta un’attività di interesse generale finalizzata alla soddisfazione del bisogno sociale di cultura. Insieme al discorso orale infatti, la lettura costituisce un veicolo privilegiato di diffusione del sapere, rappresentando oltre che un’esperienza di piacere anche un atto funzionale all’acquisizione di informazioni e conoscenze utili a rendere ogni persona un cittadino consapevole del proprio ruolo e dei propri diritti. Nel momento in cui contribuisce ad arricchire l’uomo e il cittadino, la lettura si rivela quindi anche un forte fattore di sviluppo per l’intera società e in quanto tale l’impegno per la sua diffusione acquisisce un valore di utilità pubblica.

Nell’ambito della promozione della lettura alle due Istituzioni pubbliche tradizionalmente deputate a diffondere questa pratica, ovvero Scuole e Biblioteche, si affiancano in un vivace quanto dispersivo panorama numerosi soggetti di natura privata il cui interesse si combina con l’interesse generale: editori, librai, stampa quotidiana, associazioni di cittadini e imprese promuovono la lettura realizzando oltre che un’attività di beneficio collettivo anche un utile strettamente personale, che va dall’aumento delle vendite del prodotto libro o del giornale a cui il libro è allegato, a favore dell’industria libraria e dell’editoria quotidiana, al marketing territoriale finalizzato alla valorizzazione della propria città, tra gli obiettivi di chi organizza per esempio i festival letterari, fino a un vantaggioso ritorno d’immagine che contraddistingue le aziende.

Ai molteplici soggetti attivi in questo ambito corrispondono le numerose iniziative che vengono adottate per promuovere la lettura:

  • modernizzazione dell’approccio scolastico alla lettura e riqualificazione del sistema delle biblioteche d’istituto;
  • adozione di nuove strategie comunicative in grado di proporre un’immagine più attraente dell’istituzione biblioteca, che mira a trasformarsi da luogo di conservazione a spazio di incontro e di cultura in senso ampio;
  • campagne di sensibilizzazione rivolte anche al pubblico dei non lettori;
  • attività di comunicazione relative alla pratica della lettura realizzate fuori dagli spazi chiusi e autoreferenziali degli addetti ai lavori;
  • organizzazione di eventi;
  • esportazione della lettura fuori dai luoghi ad essa tradizionalmente deputati;
  • realizzazione di festival di diffusione del sapere;
  • distribuzione del prodotto libro anche attraverso canali non tradizionali come l’edicola.

Sono quindi numerose le strategie adottate dai molteplici attori di questa arena. Ma a fronte di un così alto numero di soggetti, che in modo disinteressato o meno opera nell’ambito della promozione della lettura, quale è l’incidenza effettiva delle loro strategie sugli indici di lettura nel nostro Paese? Secondo una recente indagine, solo il 46 per cento degli italiani dichiara di aver letto, durante il corso del 2005, almeno un libro ad esclusione dei testi scolastici. Se poi si approfondisce la composizione del pubblico dei lettori italiani emerge che il 74 per cento di questi sono lettori deboli (da 1 a 5 libri in un anno) mentre solo il 9 per cento sono lettori forti (da 11 a 20 libri e oltre nello stesso periodo di tempo), così come si legge in “La crescita diseguale: leggere e comperare libri in Italia 2003 – 2005” ( Mondadori, Milano, 2005).

L’analisi e il confronto delle diverse strategie di promozione della lettura suggerisce l’ipotesi che uno dei limiti alla base dell’evidente divario tra quantità di soggetti operanti in questo settore e l’incidenza delle loro iniziative sugli indici di lettura degli italiani possa risiedere nella comunicazione, caratterizzata da rapporti scarsi quando non assenti tra i diversi attori, i quali finiscono in questo modo per disperdere le proprie energie. Come valorizzare allora le numerose risorse a disposizione della promozione della lettura? Coerentemente con quegli studi di comunicazione pubblica, che prevedono per il soggetto pubblico una più accentuata funzione di amministrazione delle risorse, contestuale al ridimensionamento delle proprie strutture di intervento diretto nell’erogazione di quei servizi di interesse generale per i quali è possibile mobilitare e valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini, è possibile ipotizzare per la promozione della lettura, che è ambito di indubbia utilità pubblica e nel quale già operano in modo dinamico quanto dispersivo numerosi soggetti di diversa natura, la creazione di una rete pubblica di coordinamento che funga da regia comune per definire scelte e priorità e per amministrare i diversi soggetti che attivamente ma non sempre efficacemente operano per diffondere la pratica del leggere.

                                                       Alice Rifelli

 

fonte: Rivista periodica "Comunicazione Pubblica" n. 97

 
 

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