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Studenti e militari a confronto: la pace corre sul web

Del: 13/12/2006


La rete è anche questo. E’ dare la possibilità ai ragazzi di esprimersi, di parlare, di confrontarsi con altri giovani, e di creare contenuti, reali, veri, sentiti, che ruotano intorno ad un valore importante per noi tutti, uomini e donne, di ogni parte del mondo.
La pace corre sul web.
L’iniziativa, promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal Ministero della Difesa, vuole proporre un dialogo tra i nostri giovani studenti e i militari del contingente italiano in Libano. Le parole scorrono su internet, aiutano i giovani a capire il senso e il valore di un termine a volte troppo abusato e poco cercato: la pace.
Si chiama “lapacesifascuola.it” il portale su cui si incontrano gli alunni delle scuole italiane e i militari in missione in Libano. I messaggi e le lettere scambiate avranno l’obiettivo di far comprendere ai ragazzi come costruire concretamente un mondo di pace, tramite il web, uno strumento familiare ai ragazzi.

"La pace si costruisce, si può raggiungere, per farlo però ognuno deve rinunciare a qualcosa. Oggi parte un progetto impegnativo: i ragazzi si sono messi a studiare la pace e hanno avviato un dialogo via internet con i loro coetanei libanesi e con i militari che si trovano lì. E’ un piccolo seme ma e’ l’inizio per far capire fin da bambini che non siamo soli al mondo". Queste le parole del presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha commentato l’avvio del progetto "La pace si fa a scuola".
Il dialogo tra giovani studenti e giovani militari è auspicabile, affinché i ragazzi comprendano che a molte persone sono negati tutti i diritti, primo fra tutti quello di vivere in sicurezza.
"La pace è un traguardo da raggiungere e nasce dal rispetto della persona umana, dalla difesa dei suoi diritti, della giustizia e della verità, principi affermati in modo chiaro all’interno della nostra Costituzione. La promozione della pace – afferma, rivolgendosi ai ragazzi, il Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni - non può essere ridotta solo alla condanna a parole della guerra, e siccome la vita di ognuno di noi è in qualche modo collegata a quella di tutti gli altri uomini, ogni giorno ciò che facciamo può favorire o ostacolare la costruzione della pace lì dove siamo"

                                                                   Serena Poerio

 

 
 

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