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Cinema di Natale

Del: 14/12/2006

Anche coloro che mai e poi mai, nei restanti mesi dell’anno, abbandonerebbero il comodo divano di casa per una scomoda poltroncina a pagamento… sotto Natale rinunciano all’amato telecomando per mettersi diligentemente in fila al botteghino. Agli abituali frequentatori delle sale si affianca così una vastissima platea di occasionali consumatori di cinema (quasi “one shot”), in grado di generare incassi elevatissimi.

Lo sa bene chi con il cinema ci lavora (case di produzione, distributori, esercenti delle sale, ecc), che infatti riserva per questo periodo dell’anno i prodotti di maggiore richiamo. Si tratta generalmente di titoli “facili”, che forse non saranno mai premiati nelle rassegne più prestigiose ma che spesso e volentieri raggiungono perfettamente lo scopo per cui sono pensati: fornire del sano intrattenimento anche ai palati meno raffinati. Semplificando, si può affermare che i principali film in uscita sotto le feste possono essenzialmente ricondursi a tre categorie: la commedia all’italiana, i cartoon e i film fiabeschi per bambini, i film a tema religioso. A questi si aggiungano i kolossal holywoodiani, la cui stagionalità è però molto differente, con uscite distribuite quasi equamente tra autunno e primavera. Negli ultimi tempi, ad aggiudicarsi la lotta degli incassi è stata la commedia all’italiana, segnatamente con l’interminabile saga comica dei “Natale a…” della coppia Massimo Boldi- Christian De Sica. L’anno scorso, ad esempio, “Natale a Miami” incassò oltre 21 milioni di euro, affermandosi come il lungometraggio più visto sotto le feste.

Quest’anno il panorama della comicità nazionalpopolare mostra una novità: la separazione della coppia ha fatto sì che i “cinepanettoni” in uscita siano due. Da un lato, “Natale a New York”, con De Sica, Sabrina Ferrilli, Elisabetta Canalis e Fabio De Luigi, per la regia di Neri Parenti; dall’altro, “Olé”, con Boldi, Vincenzo Salemme e Natalia Estrada, sotto la direzione dei fratelli Vanzina. Entrambi nelle sale dal 15 dicembre, i due film puntano dichiaratamente allo stesso target: un pubblico dalla risata facile, a cui proporre il tradizionale campionario sguaiato di gag ed equivoci, magari conditi da ammiccamenti pseudo-sexy. Due prodotti in aperta concorrenza, dunque, che rischiano di sottrarsi l’un l’altro proprio quegli spettatori “one shot” cui sopra si accennava. Al di là delle dichiarazioni di circostanza, infatti, sembra serpeggiare una certa tensione tra i due schieramenti, che si sono addirittura contesi il “copyright” dei film di Natale.

E mentre i due contendenti conducono una promozione a tappeto in tutte le trasmissioni televisive, si profila un terzo incomodo: “Commedia Sexy”, per la quale Alessandro D’Alatri ha voluto un cast di tutto rispetto (tra cui Michele Placido, Sergio Rubini, Margherita Buy, Stefania Rocca e persino Paolo Bonolis). Pur rientrando a pieno titolo nella commedia all’italiana, il film di D’Alatri sembra però puntare ad un pubblico differente rispetto a quello dei Vanzina e dei Neri Parenti: anche alla luce dei precedenti lavori del regista (tra cui “La Febbre” e “Casomai”), lo spettatore-tipo sembra essere quello che alla risata sguaiata preferisce il sorriso, allo sketch immediato un’ironia anche amara sull’Italia attuale.

 Se i titoli sin qui citati si rivolgono prevalentemente ad una platea adulta e adolescenziale, tra i film natalizi non può certo mancare la schiera dei cartoni animati e delle fiabe per bambini. Più che di classici cartoon, si tratta ormai di film di animazione realizzati in computergrafica: ecco, allora, “Happy Feet”, “Boog & Elliot a caccia di amici” e “Giù per il tubo”. Il primo, targato Warner Bros, è uscito in sala con molto anticipo (l’1 dicembre) e racconta di una comunità di pinguini canterini e ballerini. Il secondo, “Boog & Elliot”, segna il debutto della Sony Animation e guarda anch’esso al mondo degli animali, con un orso e un cervo come protagonisti. “Giù per il Tubo”, infine, è il nuovo film di animazione della Dream Works e tratta delle peripezie di Rod e Syd, due topi londinesi. Non manca neppure la tradizionale fiaba fantasy: dopo i vari “Harry Potter” e “Le cronache di Narnia”, quest’anno il ricco filone prosegue con “Eragon”. Tratto dal bestseller di Cristopher Paolini, il film annovera nel cast anche Jeremy Irons e John Malkovich e segue il giovane protagonista, alle prese con i consueti elfi e draghi, nella sua lotta per liberare il mondo dalle forze oscure. Tra i diversi titoli per bambini, non si può fare a meno di notare l’assenza della Disney, che per questo Natale non ha messo in cantiere alcun cartoon.

Poca scelta, invece, sul versante dei film religiosi: gli appassionati del genere possono contare solo su “Nativity”, che in piena sintonia con il periodo dell’anno mette in scena il viaggio di Giuseppe e Maria e la nascita di Gesù.
Infine, ai titoli più propriamente natalizi si somma un folto gruppo di grandi produzioni straniere che nulla hanno a che vedere con il Natale, ma che intendono beneficiare il più possibile delle festività. Tra questi si segnalano “Tutti gli uomini del re”, con Sean Penn, Jude Law e Kate Winslet; “Deja vu”, con Denzel Washington e Val Kilmer; “The Prestige”, con Hugh Jackman e Scarlett Johansson; “Un’ottima annata”, con Russel Crowe e la regia di Ridley Scott. In controtendenza “Casinò Royale”, l’ultimo film di 007, che arriverà a feste quasi concluse, il 5 gennaio. Come sempre, l’elegante James Bond, ama distinguersi.

                                                                            Giancarlo Zocca

 
 

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