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Del: 17/12/2006

I clienti vogliono sapere, valutare, accedere alle fonti e alle informazioni che troppo spesso sono sepolte nell’azienda e che aspettano solo di essere liberate – magari su internet - per produrre valore.

I navigatori di internet sono divenuti un bacino di potenziali clienti per le aziende ma ancora poche ci credono. Anzi, sembra quasi che quando il management debba affrontare la questione del sito web, questa diventi quasi una seccatura. Prova ne è che spesso i decisori delegano le attività on line al centro elaborazione dati invece di integrarle nella strategia di comunicazione.
È vero, fino al 2000 connettersi e navigare era già di per sé un evento, quindi bastava una presenza con un “sito vetrina” e il gioco era fatto, mentre strategie on line, contenuti e usabilità erano termini astrusi che venivano da oltreoceano e rimanevano appannaggio di smanettoni saccenti. Le aziende affidavano le loro attività su internet a euforiche ed esose web agency che promettevano l’eden ai potenziali clienti. Sappiamo tutti qual è stato il seguito e in un certo senso l’epilogo di quella prima fase.
Da lì in poi le cose non sono cambiate di molto salvo qualche miglioramento delle soluzioni grafiche, più che altro indotte dal progresso tecnologico dei browser. Ancora oggi le aziende continuano ad affidarsi alle solite web agency, più numerose e quindi meno esose, ma che continuano a proporre siti più o meno uguali a quelli degli anni ’90.

Credo che per molte aziende sia arrivato il momento di riconsiderare l’approccio a internet, partendo da una solida strategia on line basata su analisi e su progetti che abbiano come obiettivo un valore aggiunto per l’utente. Fulcro della strategia sono i contenuti di qualità che devono essere pensati o adattati appositamente a internet e resi facilmente accessibili dai navigatori, i quali, in cambio, concedono la loro fiducia all’azienda compiendo una o più azioni previste dalla strategia. Quindi, è proprio sui contenuti che vanno spesi gli sforzi più importanti dell’azienda la quale, sulla base di un piano editoriale approvato dai responsabili del marketing, affida a un team interno o a un’impresa esterna, la produzione costante e continuamente aggiornata dei contenuti.
Dove si trovano i le fonti dei contenuti cioè le informazioni, i dati, i fatti? Sono per la quasi totalità all’interno dell’azienda e aspettano di essere liberati per produrre valore, ovviamente quando sono in linea con le esigenze del target. Spesso si tratta di segreti di Pulcinella che, se espressi, potrebbero fidelizzare i nostri potenziali clienti. Ancora più spesso sono fatti o informazioni che aiuterebbero gli interlocutori dell’azienda a comprenderla meglio ma che non vengono diffusi semplicemente perché nessuno lo chiede.

Tanto quanto i prodotti o servizi sono appetibili per il mercato (se no, non saremmo qui a parlarne) così le strategie, i progetti, i processi delle aziende, producono fatti, ricerche, nozioni,dati, esperienze che possono, se adeguatamente adattati, divenire formidabili contenuti multimediali per la comunicazione on line. E nessuno si senta escluso, pochi, veramente pochi sono i settori che non possano trarre vantaggio da una strategia on line costruita ad hoc per la comunicazione. Chiunque è sul mercato ha le sue buone ragioni e buoni argomenti per comunicare.

Natale Lenoci         

Articolo pubblicato su PROMOTION MAGAZINE 102, agosto 2006 Promotion Magazine

 

 

 
 

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