Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

L’immagine delle imprese e la responsabilità sociale

Del: 17/02/2007


Verso la fine del 1900, l’attività istituzionale delle imprese e delle organizzazioni in genere ha dimostrato un crescente impegno verso le iniziative sociali e culturali del mondo. Un esempio forte è stato il trasferimento dei budget natalizi destinati ai regali per i clienti verso attività sociali, quali il supporto di iniziative umanitarie (Emergency, Unicef,…) e socio-culturali (associazioni non profit).
A questo punto uno si chiede “di fronte a questo forte impegno delle aziende nel campo sociale, quanto incide l’obiettivo di catturare le simpatie dei consumatori e degli opinion leader, o invece si tratta di azioni per promuovere la propria immagine colpendo in modo più incisivo l’immaginario pubblico?”
Questo comportamento da parte delle aziende, di aiutare i paesi più poveri, è tipico dei nostri giorni, ma non dobbiamo dimenticare che già negli anni ’70 le grandi multinazionali aiutavano i paesi svantaggiati attraverso aiuti economici, trasferimento di know how e di formazione, cura dei patrimoni culturali degradati, ecc…
Possiamo parlare di un vero e proprio ponte tra la cultura d’impresa e il mondo del non profit.
A questo punto non si può affermare che il comportamento sociale delle imprese è un fenomeno legato ad una moda, e quindi temporaneo e di scarso valore etico; anzi si tratta di una filosofia imprenditoriale volta a rendere più stabile il valore del rapporto fra le aziende e il mondo del quale fanno parte.
A differenza di alcuni decenni fa, oggi non si può definirsi buoni per compiacere il pubblico, oggi si deve affrontare una realtà diversa: la sussidiarietà del pubblico, da parte delle aziende, deve essere parte integrante della stessa cultura aziendale, delle strategie e dei programmi dell’impresa, della volontà di assumere un ruolo importante per quanto concerne il valore etico della società di cui le aziende fanno parte.
Non è più il tempo di lodi, solennità e buone intenzioni, oggi sono necessari programmi e iniziative, insomma occorre FARE!
Negli USA si parla di corporate philantropy (filantropia aziendale), che per noi europei si avvicina molto alla beneficenza piuttosto che a progetti d’investimento sociale (i cosiddetti programmi di responsabilità sociale); comunque non è importante se si tratta di RSI o di beneficenza, ciò che conta è il significato concreto che si attribuisce all’una o all’altra di queste espressioni.
Per la Comunità Europea “essere socialmente responsabili” significa investire in risorse umane, finanziarie, in trasferimento di know how per affrontare con lo Stato le questioni ambientali, culturali, dell’emarginazione, ecc…
Se ci focalizziamo sulla parola RSI e sul suo significato, possiamo dedurre che si tratta di caratteristiche che alcune imprese hanno e altre no, di competenze che alcuni manager hanno e altri no. Tuttavia, ciò a cui è necessario porre attenzione è il fatto che “essere socialmente responsili” non significa solo donare denaro ad una scuola o ad un asilo vicino all’azienda o salvare il verde della città, ma “responsabilità sociale” significa prima di tutto occuparsi del benessere dei propri dipendenti, rispettare i clienti e i fornitori, comportarsi eticamente verso tutti gli stakeholder dell’impresa. Si tratta quindi di “gestione responsabile” della popolazione e dell’ambiente in cui l’organizzazione opera e come tale prevede la definizione di programmi di responsabilità condivisi e rispettati da tutti coloro che ne fanno parte.
I programmi di responsabilità sociale rappresentano un fattore che mette in gioco la credibilità dell’impresa e la fiducia degli investitori nei confronti della stessa; solo a questo punto l’aspetto sociale dell’azienda diventa elemento attivo della promozione della sua immagine.
Quanto appena affermato è stato confermato da un’analisi condotta nel 2000 dalla società inglese M.O.R.I. (Market and Opinion Research International): su un campione di 12.000 consumatori di 12 paesi europei, il 70% ha giudicato importante l’impegno sociale di un’azienda, il 44% ha affermato di essere disposto a pagare di più per un prodotto conforme alle esigenze sociali e ambientali, il 58% dei consumatori ha giudicato insufficiente l’attenzione che le imprese hanno verso le proprie responsabilità sociali.

Edi Florian – Impresa Responsabile
info@impresaresponsabile.it

www.bilanciosociale.it

 
 

Business Video