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Musica e frammentazione del mercato

Del: 26/02/2007

 

“Le megaclassifiche sono sempre meno seguite. Questo vuol dire che non ci saranno più megahit, ma piccoli hit ridistribuiti in uno spazio di mercato”. Chris Anderson, direttore di “Wired”, sintetizza così il trend del mercato musicale nel corso dell’ultima edizione del Midem, l’evento annuale che catalizza il mondo della music industry a livello globale.

Un trend che pare inarrestabile, e che, in parole semplici, potrebbe essere spiegato così: “non esisterà più un brano che piaccia a tutti, verso cui tutto il mondo musicale si orienti; non esisterà più un brano superstar che arrivi a definire la musica di un dato anno o di una stagione a livello globale”.

La Canzone del 2007, insomma, non esisterà. Esisteranno invece decine, centinaia, migliaia di “tracks” del 2007: una o più almeno per ogni genere e sottogenere musicale.

Per sintetizzare tutto questo un termine c’è, ed è “frammentazione”. In questi ultimi anni la musica ha trasformato completamente la propria struttura, al punto che la “frammentazione” sembra non solo essere un fenomeno in corso, ma la vera realtà della musica stessa.

Da una parte, infatti, il pubblico di chi ascolta e “consuma” musica è sempre più differenziato. Ad esempio, chi acquista musica oggi appartiene a fasce demografiche profondamente diverse, cosa che non avveniva fino a non molti anni fa: la fascia di acquirenti musicali tra i 45 e i 60 anni è in continua espansione, e decreta il successo di moltissimi artisti da classifica.

Dall’altra parte, l’offerta stessa di musica è diventata sovrabbondante. Chiunque abbia un computer ed una connessione ad Internet è in grado di raggiungere in pochissimo tempo migliaia di files musicali o di ascoltare web radio da tutto il mondo: un vero mare di musica è alla portata di pochissimi click.

Sembra la fine di un’epoca, e in effetti lo è: ma se si crede che l’effetto di tutto questo sia semplicemente un cambiamento nel mercato, si cade in errore. Quello che sta infatti cambiando realmente è la modalità di fruizione, la creazione dei nostri stessi gusti musicali.
Senza il faro delle megahit, i nostri stessi gusti musicali hanno, finalmente, la possibilità di perdersi nel mare magnum della musica: accadrà così sempre più spesso che alla domanda “che musica ascolti?” ci sentiremo rispondere con nomi di artisti mai sentiti prima.

A tutti gli scettici, proponiamo un esperimento on-line: una passeggiata su MySpace. Partite da www.myspace.com/kiverpuntocom e andate a trovare gli amici di Kiver: troverete moltissimi musicisti, ognuno dei quali ha messo on-line la propria musica. Passate dalla musica degli amici a quella degli amici degli amici, e così via: in meno di dieci minuti avrete avuto accesso a qualche decina di brani musicali, molti dei quali probabilmente non conosciuti.

Alcuni di voi senz’altro storceranno il naso davanti a tutto questo: “troppa superficialità, troppa velocità, non si ascolta la musica così...”. Nulla da obiettare. Per citare una celebre battuta di Ritorno al Futuro: “Forse per questa musica non siete ancora pronti. Ma ai vostri figli piacerà”.

                                                      Chiara Santoro
                                                      www.kiver.com

 

 
 

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