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Le novità sul search marketing dal Search Engine Strategies di Londra

Del: 28/02/2007

Di Marco Loguercio

Lo scenografico centro conferenze ExCel di Londra è stato teatro, a metà di febbraio, del più importante evento europeo sul search marketing, la tappa londinese del Search Engine Strategies.
Per 3 giorni, dal 13 al 15 febbraio, i principali protagonisti del search marketing europeo (ma non solo, visto che era folta la pattuglia statunitense presente) si sono scambiati esperienze, idee e visioni su quale sarà l’evoluzione del marketing e della pubblicità attraverso i motori di ricerca in questo 2007, anno che si preannuncia ricco di novità da parte dei principali player, Google su tutti.


La notizia che maggiormente ha fatto discutere nella giornata d’apertura è stato lo sbarco in Europa di iCrossing, una delle principali agenzie di search marketing (ma non solo, visto che punta ad espandere il proprio ambito d’attività) statunitensi, attraverso l’acquisizione della britannica Spannerworks; un’acquisizione valutata 18 milioni di Dollari.


Una risposta a quanti pensavano che fosse finito il periodo delle acquisizioni, e che sottolinea quanto le agenzie statunitensi, che hanno spesso “snobbato” in passato il mercato europeo, si stiano ora muovendo per sbarcare in forze dalla nostra parte dell’oceano. Anche perché gli investimenti delle aziende in search marketing cresceranno notevolmente anche quest’anno, un trend che non sembra conoscere periodi di crisi (negli Usa, lo scorso anno, si è registrato un +62% di crescita rispetto al 2005).
Movimenti di mercato a parte, dovendo elencare quelli che sono stati i principali temi che hanno tenuto banco in questi tre giorni, questi sono stati
- La classica domanda, da parte delle aziende, se convenga internalizzare o meno il search marketing
- Come integrare il search marketing nel media mix

Al primo punto ha risposto, con una presentazione molto interessante, Jaime del Valle Sansierra, manager direct marketing Europa di Chevrolet.
Nel suo intervento, lo spagnolo ha evidenziato come sono state impostate le attività di search marketing a livello europeo, per le quali si sono avvalsi di partner specializzati.

"Internalizzare il SEM o darlo in outsourcing? Il nostro lavoro è quello di vendere automobili, quindi è su questo che dobbiamo focalizzarci ed è sugli indicatori di performance riconducibili a questo -anche se noi non vendiamo online- che dobbiamo misurare i risultati, non su semplici CTR o impression. Le agenzie ed i fornitori con cui lavoriamo devono quindi portare valore, e capire che non possono aspettarsi lo stesso supporto nelle diverse country, visto che il personale che abbiamo ad esempio in UK non è lo stesso e non lavora alla stessa maniera di quello di un paese, ad esempio, dell’Est europeo."

Internalizzare il servizio, per quanto sempre più le grandi realtà stiano cercando di analizzarne la fattibilità (come emerge anche dalla survey europea di JupiterMedia sul search marketing, di cui parlerò in un prossimo articolo) è ancora una scelta difficile, complicata anche dalla carenza di figure professionali adeguatamente formate.
Proprio per questa ragione la Search Engine Marketing Professional Organization (www.sempo.org) ha lanciato nelle scorse settimane il Sempo Institute, un programma di formazione e certificazione online che punta a ridurre lo skill shortage. Un progetto ambizioso, che dovrà però essere supportato anche da iniziative locali (in molti invocano, in questo senso, anche l’intervento dei vari comitati nazionali dello Interactive Advertising Bureau).

Altrettanto interessante, ed è uno degli argomenti di maggiore rilievo attualmente nell’ambito del search marketing, quello su come andare ad integrare le attività di search marketing nei piani media delle aziende. Pur essendo dimostrata, infatti, la stretta correlazione che esiste tra advertising offline ed incremento delle ricerche nei motori, la maggior parte degli investitori continua a trattare i motori di ricerca come un argomento a sé stante, sottovalutando le potenzialità dell’integrazione.
“Sarebbe bello, ed anzi sarebbe l’ideale, se le aziende ci coinvolgessero fin dall’inizio nelle loro pianificazioni media, così da poter integrare al meglio le attività di search marketing con le altre on/offline – ha sconsolatamente affermato Stephanie Carr, managing director dell’agenzia SEM britannica The Search Works, nel corso di una sessione dedicata proprio a questo argomento, - ma la realtà dei fatti è che siamo coinvolti solo in un secondo momento, e l’efficacia ne risente.”

Di aree su cui lavorare ce ne sono quindi ancora molte, a dimostrazione di come il settore della visibilità nei motori di ricerca, attivo da una decina d’anni, sia ancora lontano dalla maturità. Di opportunità da sfruttare ce ne sono, quindi, ancora molte. “Ma non focalizzatevi solo sulla ricerca nel web – è il commento di Matt Cutts, uno degli ingegneri di Google più noti e da anni portavoce, a questo genere di eventi, del motore di Mountain View -, visto che adesso le possibilità offerte dai search engines sono molteplici, ed includono la ricerca locale, la ricerca da device mobili, la ricerca per immagini e file multimediali…”

                                        Marco Loguercio
                                                     Fondatore e CEO
                                                     Sems S.r.l. (
www.sems.it)

 
 

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