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Oh, no! John! Seconda parte

Del: 01/03/2007

Sancho e Tony, due giovani strateghi del Buzz Marketing, rispettivamente di 30 e 26 anni, di Firenze. Sarebbero loro gli ideatori dell’ormai reso famoso slogan Oh, No! John!. Il marchio ufficialmente registrato è presente nelle maggiori città del mondo, come testimoniato dalla folta dimostrazione fotografica, da Cuba a New York, da Las Vegas a Liverpool, sono in molti che hanno notato lo strano adesivo e cercato di capire il significato e il mistero ad esso legato. Anche il famoso fotografo della BBC Pete Carr lo ha inserito nella sua collezione di immagini e anche televisione e stampa, oltre ad internet, sembrano interrogarsi su quale sia il fine di questa strategia originale. I due amici descrivono la loro strategia di diffusione legale, nonostante alcuni “problemini” con la giustizia, che timorosamente li riteneva un gruppo anticonformista organizzatore di un possibile attentato.

Il loro slogan, nato durante l’organizzazione di alcuni party privati, ha richiesto un investimento irrisorio, in quanto la coppia provvede autonomamente ad una buona organizzazione di distribuzione e guerrilla marketing. Tony è un appassionato di moda e Samuel di grafica e musica. Questo ha reso possibile la creazione di una linea di t-shirt, interamente create da loro, con un posizionamento piuttosto alto sul mercato e vendute in esclusiva da Gerard Firenze, negozio di fama nazionale, punto di riferimento di Pitti Immagine. Le t-shirt andate a ruba questo Natale hanno un packaging molto creativo, infatti sono inserite in copertine di dischi in vinile che richiamano gli Lp anni settanta. Attualmente hanno due cause in corso per contraffazione con qualcuno che cerca di sfruttare la notorietà raggiunta. In progetto ci sarebbe anche un singolo Oh, No! John!, genere dance-rock, con una importante casa discografica. L’iniziativa non è nuova, già molte aziende di moda come A-style, hanno creato una fortuna iniziando proprio dal guerrilla marketing, questo logo nacque circa 10 anni prima di essere commercializzato come linea di abbigliamento, solo dopo che stampa e tv iniziarono ad interessarsi attivamente alle strane apparizioni dell’ambiguo logo in tutte le maggiori città europee. Quando paragoniamo il loro marchio, con alcuni nati in modo simile, rispondono che Oh, No! John! è parte delle loro espressioni, non un semplice merchandising ma un racconto fantastico.

Così gli chiediamo quale sono i valori che cercano di comunicare con il loro Brand, e gli facciamo notare come sia facile per una moda avere vita breve. Loro ci rispondono “ Pensiamo che i prodotti di moda che hanno avuto vita breve dietro non avessero niente, non riuscivano a trasmettere emozioni, con nessun valore base. Non cataloghiamo le emozioni, quando si ascolta un brano, si guarda un quadro, si legge un libro, percepiamo che qualcosa ci entra dentro, ci tocca, ci rimane impressa nella mente”. Alla domanda “ vi sentite pronti, dopo questa esperienza, a gestire campagne di altri marchi?”, ci confessano che gestiscono bene la comunicazione di Oh, No! John! perché è parte di loro, con altri non saprebbero proprio da dove iniziare.

Rimaniamo in attesa di raccontarvi gli sviluppi e le iniziative di questi giovani creativi. Intanto occhio allo stickering!

                                                                         Alex Mari
                                                              
http://alexmari.blogspot.com/

 
 

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