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Il Marketing di prossimità non è spam

Del: 01/03/2007

Un timore molto diffuso tra i prospect del servizio di Bluetooth marketing è quello di ledere la privacy altrui e quindi mettere in cantiere una campagna di comunicazione marketing assimilabile ad attività di spamming.
Tuttavia, a differenza di quanto possa sembrare a prima vista, e cioè una comunicazione massiva e indifferenziata, esistono delle concrete ragioni di fondo che ci fanno affermare l’esatto contrario: il marketing di prossimità con l’ausilio della tecnologia bluetooth non è SPAM.

Se infatti lo SPAM è l’invio indifferenziato ed illimitato di messaggi a carattere prevalentemente pubblicitario o pornografico e si attua tramite posta elettronica, newsgroup, link non attinenti inseriti in blog, forum, directory (c.d. Spam linking), il marketing di prossimità attuato con tecnologia bluetooth, pur caratterizzandosi per invio di massa a potenziali fruitori del servizio, si basa su presupposti completamente diversi.

Esaminiamo le principali differenze:
A differenza dello spam in cui il mittente è sempre anonimo o identificato da strani quanto fantasiosi nickname, nel bluetooth marketing tutti i messaggi inviati hanno un mittente chiaro ed identificabile che è l’azienda. Infatti chi riceve il messaggio può leggere sul display del cellulare “accettare messaggio da nomeazienda”?. Questo aspetto, oltre che a rendere la comunicazione del tutto trasparente, contribuisce ad abbassare le barriere difensive proprie di ciascuno quando è invitato ad accettare messaggi da terzi.
In un’attività di spam il destinatario del messaggio è un soggetto passivo perchè non ha la possibilità di scegliere se ricevere o meno quel messaggio. Salvo quindi che non abbia preventivamente adottato misure idonee a filtrare i messaggi indesiderati, si vede costretto ad inutili perdite di tempo per la loro cancellazione. Si pensi alle centinaia di email indesiderate che ogni giorno invadono le nostre caselle di posta elettronica. Nelle campagne di proximity marketing realizzate con l’ausilio della tecnologia bluetooth, il soggetto destinatario del messaggio non lo subisce passivamente ma al contrario, una volta identificato il mittente, è libero di accettare il messaggio e cominciare ad interagire o al contrario rifiutare. In questo modo diventa parte attiva del processo di comunicazione.
Infine, a differenza dello spam in cui contenuto del messaggio è decontestualizzato e privo di interesse per il destinatario, nell’attività di Bluetooth marketing si parla di comunicazione contestuale. L’utente che è presente in quella particolare location, sia un centro commerciale, piuttosto che un museo o una fiera, ha interesse a ricevere il contenuto del messaggio per usufruire dei vantaggi previsti e ad esso associati.

Per concludere, in una campagna di marketing di prossimità concorrono molteplici fattori che identificano il bluetooth marketing come non SPAM e nello stesso tempo concorrono al suo successo: trasparenza perchè il mittente è identificabile; rispetto e pieno coinvolgimento dell’individuo che è parte attiva della campagna in quanto può scegliere se non accettare o accettare il messaggio e cominciare ad interagire; comunicazione perchè la campagna di marketing di prossimità se opportunamente segnalata nel contesto in cui è realizzata contribuisce a suscitare interesse e curiosità negli interlocutori.

                                        Antonella Martinelli
                                        Responsabile marketing NetKosmos
                                        www.alfredomartinelli.info

                                        www.netkosmos.com

 

 
 

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