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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Alla guida di un mondo che cambia

Del: 19/03/2007

Strumenti e teorie per uscire dalla spirale del declino e per arrivare al successo in tempi particolarmente difficili e impegnativi.

Robert Jhonson, uno dei maggiori formatori al mondo, autore di diverse pubblicazioni e consulente dell’ex presidente U.S.A. Bill Clinton, illustra le sue teorie.

Perché molte persone vivono al di sotto delle loro aspettative?

Ci sono quattro motivi. Il primo è la paura: la paura di non farcela, del cambiamento, del te l’avevo detto, della frustrazione, della delusione, dell’ignoto; dopotutto la nostra società non ci incoraggia ad essere uomini e donne di successo. Il secondo tragico motivo è quello di rimandare il momento in cui cominciare a vivere. Sogniamo tutti giardini incantati al di là dell’orizzonte, invece di gioire alla vista delle aiuole fiorite sotto le nostre finestre. La vita, lo apprendiamo troppo tardi, sta tutta nell’attimo in cui si vive, nella trama di ogni giorno e di ogni ora. Il terzo motivo è la mancanza di fiducia negli altri e in se stessi. Quando una persona tenta la scalata al successo, e non riesce a raggiungere in fretta gli obiettivi sperati, si adatta. Il quarto motivo è che la persona deve concedersi l’opportunità di migliorare. Se qualcuno prova, ad esempio, una strategia per perdere peso e non vede i risultati in pochi giorni, rinuncia non concedendosi così l’opportunità di cambiare.

Quali sono i segreti del successo?

Il significato del termine ’successo’ è soggettivo. Tuttavia, tutti coloro che hanno raggiunto il successo in qualunque campo hanno adottato delle strategie, magari senza saperlo: c’è chi la chiama fortuna o altro. Io non credo alla fortuna, ma alla capacità umana di elevarsi a livelli superiori ad ogni aspettativa. Ci sono persone che, prive delle braccia, dipingono, e bene, reggendo i pennelli con la bocca o con le dita dei piedi e tengono mostre di successo in tutto il mondo. Wilma Rudolph, primatista mondiale nella corsa dei cento metri, e quindi nella velocità pura, da piccola era poliomelitica; e come si sa, la poliomelite colpisce proprio alle gambe. Ci s’immagini perciò, ma si cerchi d’immaginarlo veramente, di quale volontà, di quanta tenacia dovette dar prova la Rudolph, e per quanti anni - non solo per allenarsi a camminare, ma per riuscire a correre come le altre ragazze e infine per riuscire a correre più velocemente di tutte le donne del mondo. Ci sono stati uomini (lo sappiamo tutti) che partendo da condizioni misere, disperate o addirittura infime, sono riusciti a diventare luminari della scienza, uomini di stato, imperatori e persino papi. In ogni ramo dello scibile, insomma, in ogni campo dell’attività umana si annoverano uomini e donne che partendo da condizioni impossibili sono riusciti ad emergere, ad affermarsi e ad arrivare alle posizioni più alte. Per cui gli esempi che si potrebbero citare riempirebbero interi volumi. Ognuno di essi dimostra che il successo dipende essenzialmente da un impegno tenace, continuo, indomabile. Tutti coloro che riescono nella vita come negli affari, sanno cosa vogliono, hanno passione per ciò che fanno, adottano strategie di successo, agiscono e sono incredibilmente perseveranti.

Cosa può determinare il fallimento?

A volte, quando qualcosa nel pensiero della persona interferisce, si incontrano difficoltà nel raggiungere gli obiettivi desiderati. Propongo (per spiegarmi meglio) di considerare la vita come se fosse un affare: e un affare, per essere vantaggioso, deve rispettare due regole fondamentali. Prima: non rimetterci e non far pari (passivo). Seconda: guadagnarci il più possibile (attivo). Il passivo dell’esistenza, ciò che ci è contro e che non possiamo evitare, ma soltanto attenuare, è costituito dai nostrinemici interni ed esterni. Ora per riuscire a sopraffare un nemico, bisogna conoscerne la reale potenza offensiva. I nemici sono, ad esempio: l’ignoranza, la presunzione, la paura, le credenze limitanti, il conflitto nei valori... Per riuscire a progettare, a programmare e a realizzare un’esistenza positiva è dunque indispensabile raccogliere la sfida che il potentissimo passivo lancia ad ognuno di noi, e per conseguenza è necessario lottare contro di esso con ogni mezzo a nostra disposizione. Ovviamente, tutte le vittorie che riusciamo a conseguire - piccole o grandi che siano - costituiscono l’attivo da contrapporre ai suoi guasti e alla sua potenza. E il migliore modo per riuscirci è quello di investire tempo e danaro per la crescita della propria persona.

Nei suoi corsi utilizza spesso prove estreme come, ad esempio, la camminata sui carboni ardenti. Perché?

La pratica della camminata sui carboni serve a farci rendere conto del nostro vero potenziale, per rimettere in discussione tutte le nostre credenze sulle impossibilità umane. Scoprire quali sono gli obiettivi che abbiamo nella vita? Nella carriera? Nelle relazioni personali? Ciò di cui siamo capaci è assolutamente straordinario ma quello che abitualmente facciamo è deludente, e la ragione è la paura: la paura di fallire, la paura di essere rifiutati, dell’ignoto, la paura di trovarci in una situazione di disagio, il timore che le cose non funzionino e che stiamo perdendo il nostro tempo e le nostre energie. La camminata sui carboni ardenti è una metafora: da quel momento le persone potranno superare qualsiasi barriera, saranno in grado di prendere delle iniziative, potranno superare qualunque ostacolo della loro vita. I grandi della nostra storia non avevano soltanto delle idee, le mettevano in pratica; la maggioranza di essi pensava di non essere capace di fare alcune cose, ma la loro mente li ha spinti a prendere continuamente delle iniziative e a ricevere delle ricompense.

Come fa ad operare in settori apparentemente differenti quali ad esempio il settore medico, aziendale, sportivo, giurisprudenziale...?

Il segreto è lo stesso, cambiano le denominazioni, ma il nucleo è sempre il medesimo cioè la persona. L’unione di due o più persone fa nascere aziende, squadre sportive, famiglie, comunità e nazioni. In un’azienda operano uomini, il segreto del successo di un’azienda è il riflesso del successo dei suoi componenti

Crisi, problemi di mercato, difficoltà nei contesti competitivi. Per le aziende gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una sempre maggiore turbolenza. Sarà così anche in futuro? Ed è possibile prepararsi al meglio?

La tecnologia non è l’unico elemento di crisi. L’immaginazione manageriale e l’innovazione strategica possono allargare i confini dei mercati esistenti. La competizione è diventata una battaglia di strategie e, contemporaneamente, una battaglia di risorse: le competenze di base sono un ingrediente relativamente nuovo e nelle quali le aziende high performance sono disposte ad investire a lungo termine. I general manager hanno almeno sette ruoli distinti, ma collegati: stabilire le finalità e la direzione attraverso la leadership; scegliere la strategia giusta (anche imparando a diversificare o ad aumentare gli obiettivi); fare compromessi tra il presente e il futuro (nella distribuzione delle risorse, per esempio); costruire capacità differenti; orchestrare tutte le risorse (facendo sempre attenzione all’efficienza); assicurare il continuo miglioramento dell’impresa; gestire le relazioni esterne, sia con i partner nelle alleanze che con gli interlocutori. I manager dovranno sempre più spesso conciliare le apparenti contraddizioni in cui si trovano ad operare. Devono sviluppare un’intelligenza di tipo superiore che consiste nella capacità di serbare nella mente due pensieri opposti e di conservare la capacità di agire con efficienza. Il management del futuro richiede questo tipo di capacità.

 
 

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