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ADV Airport

Del: 21/03/2007



Advertising ai raggi X.
Non è uno scherzo, ma l’ennesima trovata pubblicitaria che viene dagli Stati Uniti.
A promuoverla la TSA, l’agenzia governativa preposta alla sicurezza dei trasporti, che ha dato il via libera a una nuova forma di adv.
Protagoniste: le vaschette in plastica in cui i viaggiatori posano gli oggetti personali per i controlli al checkpoint. Del loro fondo infatti, in uno spazio di dodici pollici per diciassette (tanto sono grandi le vaschettine), le aziende potranno servirsi per le loro sponsorizzazioni.
In cambio dovranno rifornire la TSA di vaschette, di carrelli e di contenitori nuovi di zecca.

Soddisfatti i vertici della agenzia statunitense, che- ha commentato la portavoce Ellen Howe- ha avviato un processo innovativo all’interno di un territorio finora interdetto a qualsiasi forma di adv, in grado di garantire a un aeroporto di medie dimensioni un giro d’affari di 500 mila dollari l’anno.

La prima sperimentazione è stata condotta a Los Angeles, dove ad accaparrarsi le prime vaschette è stata la Rolodex, specializzata in prodotti per ufficio.

Non sono mancate però le prime voci di protesta, a cominciare dagli uffici stampa di alcuni aeroporti.

Secondo Patrick Hogan, responsabile della comunicazione dell’aeroporto internazionale Minneapolis -St. Paul, le pubblicità- soprattutto se provocatorie- rischiano di distrarre i viaggiatori mentre svuotano tasche e abiti dei loro oggetti..

Sulla stessa linea Mark Leberman, co-CEO di Interspace Airport Advertising che rincara la dose “Una vaschetta di plastica non è una location ottimale per conquistare nuovi consumatori: in un momento di concitazione come il controllo di sicurezza sono in pochi a focalizzarsi su un messaggio pubblicitario”.

Di tutt’altro avviso Joe Ambrefe Jr, presidente della compagnia Security Point Media, fra le prime ad accogliere l’invito dalla TSA. “I consumatori oggi hanno moltiplicato la ricettività nei confronti dell’advertising. E soprattutto nei momenti di attesa, come le lunghe file al checkpoint, sono ancora più aperti e malleabili ai messaggi pubblicitari.”
A confermarlo l’intensa attività di SecurityPoint, che- per comprare 3000 nuove vaschette e tutto il materiale di supporto alla campagna di sponsorizzazione dell’aeroporto di St. Petersburg, in Florida- ha investito 250 mila dollari.

Una cifra di tutto rispetto, soprattutto in un periodo critico come questo, che sta facendo ricredere molti addetti ai lavori.

                                                       
                                                         Rossella Ivone

 
 

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