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Viral marketing: la sostanziale differenza

Del: 26/03/2007


Virale: è questa la parola che descrive il marketing del momento. Come virale è l’effetto di buzz che si vuole ottenere, o virale è l’interesse di quanti, più o meno addetti ai lavori, si attestano intorno a questa nuova corrente di pensiero e di azione. Cresce la community di coloro che pensano che per fare marketing si debba incuriosire il potenziale cliente, attraverso azioni che creino attenzione e coinvolgimento nei confronti della marca. Ecco allora proliferare, nello spazio virtuale e reale, centinaia, migliaia di azioni più o meno strane finalizzate ad accendere l’interesse e innescare il passaparola.

E’ in questo spazio, in cui la strategia cede il passo all’operatività e, diciamolo pure, ad una serie di eventi fortuiti, che moltiplicano la possibilità che una buona campagna di comunicazione diventi un caso di successo, ecco, è in questo spazio che si inserisce la nostra considerazione. Per quanto estremamente convinti della validità e dell’efficacia del marketing virale, restiamo anche disorientati nella gran folla di azioni di marketing non convenzionale, con le quali le aziende cercano di far capolino nei nostri pensieri. In alcuni casi ci troviamo di fronte a veri e propri guizzi di genio, a idee creative che solo la fantasiosa mente umana può partorire. In altri casi, però, sembra di assistere a scimmiottamenti di cose già viste e sentite, tentativi esasperati di realizzare qualcosa di unico e speciale. Tutto questo, ispirazioni acute e fiacche proposte, sotto l’unica denominazione di marketing virale.
In questa continua ricerca del nuovo, dell’insolito, dell’originale, non sorprende il crescente successo del marketing virale, ma stupisce ancor meno la possibilità che l’interesse intorno a questo fenomeno, possa resistere al tempo solo se i termini “evoluzione” e “adattamento al mercato” siano inseriti come linee guida nelle scelte e nelle politiche di marketing.

Moderna evoluzione del passaparola, il marketing virale si distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna, rappresentando uno dei tanti filoni attraverso cui il marketing si è diramato. Tantissimi i nomi che sono stati attribuiti ai diversi modi di fare marketing, nessuna corrente ha però rappresentato una soluzione definitiva, quanto piuttosto un completamento, un “aggiustamento di tiro” di quella che l’aveva preceduta o affiancata. Questo vale anche, a nostro avviso, per il marketing virale.
In ogni caso, infatti, la distinzione non sta tanto nel marketing convenzionale o non convenzionale, quanto nella sostanziale differenza che separa una buona da una cattiva idea.

                                                                          Serena Poerio

 
 

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