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Agenzia TU: quando una parola italiana diventa un simbolo multietnico

Del: 03/04/2007

Il mercato multietnico è passato dai ragionamenti teorici agli sviluppi pratici. Fino a ieri era un dato di fatto riconosciuto, ma esplorato con soluzioni solo immaginate. Da oggi è un’idea nuova con una forma precisa, quella della banca sotto casa. Un concept tanto semplice quanto però preciso e dal potenziale di successo esponenziale: creare una banca appositamente mirata alle necessità economiche e finanziarie degli extracomunitari che abitano in Italia. UniCredit forma il contenuto e Nomen Italia battezza la novità.

Dedicare una rete bancaria ai cittadini stranieri in Italia implica un concetto portante, la semplicità. Semplicità come sinonimo di esigenze di base da soddisfare con altrettanta semplicità, declinata in accessibilità. E tutto ciò va tradotto con un nome.
Quando in Nomen si è iniziato a raggruppare le aree concettuali post briefing si è guardato alla doppia faccia del progetto. Da una parte il target, così uniforme economicamente e socialmente, ma così diverso linguisticamente. E dall’altra parte il servizio, un punto di riferimento professionale vicino e dedicato.

Agenzia Tu è un nome che va oltre. Non è solo il risultato giusto dell’equazione che vede il nome riflettere e presentare i concetti comunicativi dell’idea di banca pensata da UniCredit, ma è anche e soprattutto la fonetica che diventa marketing e la lingua italiana che per una volta batte l’Inglese sul campo della lingua franca.
Ma andiamo con ordine.
Tu è un nome forte ed evocativo se pensiamo al posizionamento della banca. Questa si propone di essere un luogo che fornisce appoggio e che dà senso di fiducia, dove la gestione del denaro è facile e chiara. Tu da questo punto di vista è il legame espressione/significato che a livello semantico profondo contiene tutti questi concetti. Tu è l’essere per tutti in modo trasparente e accogliente. Evoca praticità e relazione. Ed è il cuore dell’area semantica dell’aiuto e dell’appoggio.

Ed ora la linguistica. Per una volta l’idea che sia l’Inglese a dover riunire ad unico denominatore le differenze linguistiche di un target viene superata. Tu diventa la scelta migliore perché la sua positività è riconosciuta in tutte le lingue di riferimento (dall’Albanese all’Ucraino, fino al Rumeno, all’Arabo, all’Hindi, allo Spagnolo e al Mandarino). E perché è anche e soprattutto una parola italiana, l’unica lingua che accomuna tutte le differenti etnie di riferimento del target, che in Italia vivono e in Italia si vogliono integrare, anche con la lingua. Foneticamente Tu diventa il simbolo pronunciato della semplicità, con la facilità di lettura che diventa rassicurazione e passpartout per il passaparola.

                                                  Danilo Deninotti
                                     danilo.deninotti@nomen.it

 

 
 

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