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Vinitaly 2007: evento Business o Consumer?

Del: 03/04/2007

Il 41° Vinitaly, Salone internazionale del vino e dei distillati di qualità, ha registrato un record di espositori e buyer. La rassegna enologica, la più importante a livello nazionale dal punto di vista commerciale, vanta considerevoli trend di crescita degli spazi venduti ed un elevato numero di contatti per espositore.
Dai dati ufficiali risulta che il 93% dei visitatori ha dichiarato, nel 2006, che la manifestazione ha aiutato a concludere accordi commerciali; inoltre, la tendenza è quella di aumentare gli incontri B2B, attraverso nuove iniziative (per esempio, il Taste Italy, momento di incontro fra un centinaio di aziende e 5mila buyer ed operatori stranieri).
La concomitanza, infine, di Vinitaly, Sol (Salone internazionale dell’olio d’oliva extravergine di qualità) ed Enolitech (Salone Internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecnologie olivicole ed olearie), realizza una sinergia tra manifestazioni ormai autonome e consente di aumentare ulteriormente il numero di contatti.

Dalla  ricerca ‘Il Wine Lover’, commissionata da Vinitaly, e il convegno ‘Come cambia il Turismo del Vino’, organizzato dal Movimento Turismo del Vino, emerge però la necessità di fare sistema per migliorare l’offerta a un pubblico di appassionati (tra professionisti, imprenditori e manager) sempre più ampio ed esigente.
L’attività enoturistica coinvolge tutti i soggetti del mondo turistico che, per le sue potenzialità, necessita oggi un ulteriore sforzo da parte delle istituzioni, non solo stanziando maggiori risorse ma soprattutto favorendo una visibilità nazionale e internazionale dei pacchetti delle nove “strade del vino” italiano.
I viaggi enogastronomici, che secondo lo studio ‘Il Wine Lover’ interessano il 23,7% degli enoappassionati, sono in continua crescita, ma qual è il profilo dei wine lover? Veri appassionati, soprattutto uomini, sempre più preparati ed esigenti. Buon reddito e livello culturale, si tengono informati e amano la buona tavola. Il primo criterio di scelta del vino è il gusto, ma sempre più importante il rapporto qualità-prezzo. Per i proprietari delle cantine: la cultura del vino ha fatto aumentare la domanda, ma anche la cifra che gli appassionati sono disposti a spendere.

I visitatori potrebbero essere suddivisi in due gruppi: da un lato in operatori del settore e buyer, dall’altro in wine lover e ‘profani’ (coloro che partecipano al Vinitaly per degustare vini che non possono comprare per i costi eccessivi rispetto alla capacità di spesa, oppure gli inesperti, che si accostano alla materia per la prima volta, per pura curiosità). Ma, se la tendenza degli organizzatori è quella di favorire le transazioni commerciali, quindi il primo gruppo, qual è l’accoglienza riservata agli altri, da parte degli espositori?

Questa foto, scattata presso uno stand francese, potrebbe essere esplicativa

 

 

 

 

I ‘profani’ che pagano un biglietto al costo di 35 euro, ovviamente desiderano degustare i  vini ed i distillati presenti, scoprire nuovi prodotti, sapori e profumi. Invece, molti stand li accolgono in maniera piuttosto ostile, infastiditi dalla presenza di persone che non costituiscono un potenziale contatto commerciale, ma solo un costo. Per i wine lover, esperti, capaci e con maggiore dimestichezza terminologica e pratica, il contatto con il produttore ha una maggiore percentuale di successo, forse perché è sintomo di una capacità d’acquisto superiore.

Una comunicazione fallimentare della propria azienda e del proprio prodotto? Un modo per allontanare definitivamente questi visitatori ‘profani’, a prescindere dal fatto che potrebbero comunque diventare potenziali clienti.

Intelligente, invece, la soluzione adottata in alcuni stand, soprattutto quelli in cui la teoria non rimane nelle intenzioni, ma si concretizza: uno spazio è riservato agli appuntamenti business, un altro ai momenti di incontro con gli altri visitatori, in cui un esperto li avvicina fisicamente ed emozionalmente al prodotto.


Un esempio è sicuramente l’Azienda Agricola Conti Zecca della penisola salentina, in continua espansione e con una produzione finalizzata all’ottenimento di vini di grande qualità. 
Degustare, per esempio, un Nero Conti Zecca, apprezzandone i profumi, è un’esperienza da non perdere.

 

 

 


Perché non scindere la manifestazione in due parti: una business ed una consumer?

                                                   

 - Curiosità: un manifesto disseminato sui muri dei padiglioni (inserici immagine tocai), in riferimento al divieto di utilizzare tale denominazione, dopo il 31 marzo, a seguito di un accordo tra Unione Europea ed Ungheria -

 

 






 

Non solo vino convenzionale: Villa Favorita 2007 – Degustazione vini naturali
Propongo questa manifestazione a tutti come arricchimento culturale complementare al Vinitaly, ma la consiglio specialmente ai ‘profani’, che qui trovano una risposta alle loro domande e soddisfano le loro curiosità.
Nella splendida cornice di Monticello di Fara (a Sarego, località in provincia di Vicenza) si svolge il più importante evento europeo nel settore dei vini naturali.

 

 

 

 

 


Alla base il movimento VinNatur, che nasce per ampliare la cultura dei vini naturali, per diffonderne la conoscenza e per riunire periodicamente interpreti italiani ed europei di questa cultura mettendola a disposizione del pubblico in un’ esperienza di conoscenza e scambio. Il movimento non si pone l’obiettivo di fissare in una regola i criteri di selezione dei produttori che vi si identificano, ma di incontrare chi condivide ideologicamente e filosoficamente una cultura di trasparenza, naturalità e ricerca delle espressioni della terra.
Produrre vino in maniera naturale significa agire nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, limitando attraverso la sperimentazione, l’utilizzo di agenti invasivi e tossici di natura chimica e tecnologica in genere, dapprima in vigna e successivamente in cantina.
Significa inoltre promuovere lo scambio di reciproche esperienze mettendo la propria conoscenza a disposizione degli altri, in particolare, di quei giovani che muovono i primi passi in questa dimensione e che ancora non possono dirsi “naturali” fino in fondo. Il movimento si pone l’obiettivo di fare cultura rifuggendo qualsiasi tentazione commerciale, cosa che va lasciata alle attività individuali di ogni produttore all’interno della propria Azienda. L’appartenenza al gruppo significa riconoscere in se stessi caratteristiche
coerenti con gli altri viticoltori del movimento e non entrare in possesso di un marchio di
fabbrica.
Villa Favorita è l’occasione per diffondere tra la persone che amano il vino, gli appassionati e gli operatori del settore questa filosofia, offrendo due giorni di intensi scambi ed esperienze per il pubblico e per gli espositori, che possono confrontarsi in prima persona su vini e terroir a volte lontani e diversi tra loro.
I visitatori potranno accedere ai saloni della meravigliosa dimora settecentesca per incontrare i più noti produttori europei di vini naturali e naturalmente assaggiare le annate che stanno per essere messe in distribuzione. Presenti anche aziende produttrici di gastronomia e alimenti di alta qualità e rispetto di tradizioni e territorio (per l’edizione 2007, è da ricordare  l’Azienda Brozzi per il culatello dal colore rosso rubino e dal profumo intenso, massima espressione della tradizione salumiera parmense, e l’Azienda Real Group, per il Jamon Iberico de Bellota con Denominazione di Origine con sentori di sottobosco e retrogusto amarognolo).
Il costo del biglietto di ingresso è di Euro 15,00 ed è comprensivo del bicchiere da degustazione e del libretto guida della manifestazione.
Dal Bibendum, vino rosso dolce frutto di una vendemmia tardiva di uve Barbera, dell’Azienda Agricola Maria Bortolotti, allo Champagne Raymond Foulard, comunicato attraverso una chiara esposizione 

di cartellini su cui sono descritti i vitigni, il dosaggio dei vitigni, l’anno di produzione e gli anni assemblati (nel caso dei vini cuvée); dal Le Clot Rouge 2006 di Domaine de Blanes, ai vini dell’Azienda Klinec Medana, sino alla vinificazione in anfore di terracotta del passito Pievalta o a quello Marco Sara.
Particolare attenzione merita Daniele Picinin, che con la sua abilità e conoscenza del settore comunica ai visitatori i valori dei suoi prodotti e fondatore di un’azienda, Arké, azienda nata con lo scopo di far conoscere i vini naturali al pubblico. “La cosa più importante – afferma Daniele Picinin – è comunicare la libertà di scelta del vino, convenzionale, naturale o biologico. Bisogna far acquisire ai consumatori la consapevolezza delle diverse alternative esistenti”.


In allegato, un approfondimento sui vini convenzionali, biologici e naturali!

                                                 Deborah Baldasarre


Allegati:
Vini convenzionali, biologici e naturali.

 
 

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