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La formula ’grande magazzino’

Del: 06/04/2007

Guai in vista per i grandi magazzini.
La formula retail, basata su un’offerta generalista, deve fare i conti con una domanda sempre più segmentata e matura. Ad essere in crisi è, infatti, l’idea di offrire “tutto sotto lo stesso tetto”, concetto che mal si coniuga con la differenziazione dei prodotti e dei servizi proposti alla clientela. Si è proceduto, quindi, a modificare il format tarando l’assortimento su specifici segmenti di clientela. Alcuni grandi magazzini hanno mantenuto un posizionamento alto, mentre altri hanno proposto offerte accessibili ai più. Si è venuta a creare una differenziazione tra le grandi insegne, tra quelle che si rivolgono ad una clientela più raffinata, fino a quelle che slittano nella definizione di magazzino popolare. Ulteriore diversità si ha tra i grandi magazzini che hanno conservato un assortimento vario e ampio, diviso in diversi reparti, come ad esempio La Rinascente, e altri la cui offerta si è concentrata sull’abbigliamento, abbandonando altre categorie di beni venduti, come ad esempio Zara.


Quale il futuro del grande magazzino? Molto probabilmente resterà una costante il riferimento al brand, che esprime l’idea della personalizzazione dei consumi. Si evidenzia, infatti, la tendenza delle grandi insegne a diventare negozio plurimarca, anche se ciò si scontra con la sempre più accentuata presenza di punti vendita monomarca.
Diverse le vie percorribili: dalla scelta di un adeguato posizionamento all’attenzione per stilisti emergenti, per le grandi griffe o per le marche con bassa selettività di canale.

 
 

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