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L’identità del “prodotto Italia” nell’immaginario collettivo degli italiani

Del: 11/04/2007

Da anni, attraverso le ricerche psicolinguistiche, è stato stabilito un monitor dell’immagine emotiva dell’Italia nell’ambito delle ricerche strutturate che comprendono il percepito dei principali paesi europei, degli USA e del “sentiment” emotivo dei consumatori nelle sue segmentazioni.

La società Italiana dalla ‘Milano da bere’ alla societa post 2001
In questo ultimo flight di rilevazione comincia finalmente, dopo il 2001, a registrarsi un’apprezzabile differenza rispetto al precedente percepito ed un’evoluzione nell’immaginario collettivo, con l’inizio di una nuova fase sociale.
A livello di dati macro si presenta un vissuto dai connotati fortemente dominati dalla coesistenza di una costellazione contraddittoria e conflittuale di atteggiamenti, in una situazione di “ambivalenza emotiva” a metà strada tra l’empatia e la depressione, che genera tendenzialmente inerzia.

Si conferma un’Italia spezzata in due, in modo non solido e non netto ma “liquido” e con un rapporto dinamico tra causa ed effetto, come a volte è mostrata dai media, in una visione eccessivamente duopolistica; un’Italia con spinte positive al consumo e una tendenza alla deproblematizzazione ma contemporaneamente anche alla deprogettualità, presenti contemporaneamente in uno stesso individuo.

Da un lato esiste quindi la percezione di una componente affettivo-sentimentale, del familismo, delle grandi tradizioni consolidate, della tesaurizzazione e rivalorizzazione del “local” a tutti i livelli, una esemplare immagine della capacità di accomodamento e superamento di tutte le situazioni e la voglia e la volontà di uscita dal tunnel degli anni passati.

Dall’altro lato esiste la percezione di un Paese che non è del tutto in grado di governare se stesso e che si trova in una fase di “indecisionismo” progressivo di gestione della cosa pubblica e di incapacità critica. La sensazione è che i nodi siano ormai arrivati al pettine dopo decenni di finte riforme e che ci si trovi in una situazione di continui “stop and go” tra la scelta di “macchine indietro” e “macchine avanti” della “nave Italia”.

Il trend generale è, dopo molti anni, finalmente positivo, anche se il campo emotivo valoriale emerso è ancora lontano dal generare una trazione effettiva ed energica sia sulla fiducia generale del consumatore, sia sull’immagine delle aziende ed in particolare di quelle dal forte contenuto tecnologico e di servizi: l’Italia si conferma un paese molto hi-touch ma non sufficientemente hi-tech.

La ricerca mostra come l’Italia si trovi in una fase di passaggio in cui non è ancora stato messo a fuoco, a livello di immaginario collettivo, il “tema centrale del decennio”. E’ cominciato tuttavia un tendenziale ritorno verso una percezione simile a quella del 2000 e comincia a riassorbirsi l’“ematoma sociale traumatico post 2001” che presumibilmente troverà una definitiva conclusione con le prossime elezioni americane.

                                                            Gianandre Abbate
                                                             Istituto Psycho - Research SRL

 
 

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