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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Personalizzazione: parola magica…

 versione inglese
Del: 11/04/2007


Pare proprio di sì, almeno a giudicare dalle strategie delle aziende più attente ai nuovi trend, che sempre più spesso si servono di quest’arma. Lo scopo: fidelizzare gli utenti e farli sentire protagonisti delle loro scelte. E sono notevoli i risultati in termini di brand awareness e immagine , soprattutto quando – come abbiamo sottolineato più volte - alla personalizzazione si associa l’uso del web.

Ne sa qualcosa la Tuborg, che nelle scorse settimane ha lanciato il progetto “Crea la tua birra”: tutti possono apporre sulle bottiglie etichette con le proprie foto e realizzare in pochi minuti esemplari di birra a propria immagine e somiglianza. Basta collegarsi al sito Dintuborg, scegliere una fotografia dal proprio pc e aspettare qualche secondo, giusto il tempo per vedere l’anteprima della bottiglietta fai-da te.
Nel caso in cui il risultato non fosse all’altezza delle aspettative, si può consultare la sezione “Inspiration” e prendere spunto dalle etichette più originali, che ritraggono volti, boccali colmi di birra e persino automobili.Chi vuole, può anche personalizzare il logo e inventare una marca di fantasia da sostituire a quella originale. L’operazione “Etichetta fai da te”- per ora limitata al solo territorio danese - negli ultimi giorni ha suscitato i commenti positivi dei blogger di tutto il mondo, che sperano che sia presto replicata in altri Paesi.

Non mancano tuttavia i punti da ottimizzare, come i tempi di attesa e la quantità minima per una consegna. Sono necessarie infatti almeno quattro settimane di tempo e un ordine di trenta bottiglie per poter avere a casa la propria birra. Abbastanza contenuti i costi, 291 corone, spese di spedizione comprese: un prezzo che ha entusiasmato molti ragazzi, fra i primi ad aderire alla proposta Tuborg e a ordinare casse di birra con etichette personalizzate da servire in occasione di feste e party.
E se in Danimarca impazza la moda delle bottigliette “auto-prodotte”, nel nostro Paese- dove la Tuborg assieme al marchio Carlsberg detiene il 7,2% di quota di mercato - si punta sui mezzi alternativi per arrivare al target di riferimento. L’ha detto lo stesso Jakob Knudsen, Marketing Director del gruppo Carlsberg “Per questa marca la televisione è troppo di massa. Siamo alla ricerca di media conformi al posizionamento: tra le possibilità il web e la stampa alternativa “.

A quando anche da noi la birra fai da te?

                                                             Rossella Ivone

 
 

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